Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <768>
immagine non disponibile

f.63
/Luisa Mori
ferma in carica del prodittatore che aveva saputo guadagnarsi la somma stima e l'immenso affetto col togliere ogni abuso, ogni disordine, con tanti benefici provvedimenti, avevano pà influito sull'animo dei generale. Al suo arrivo una commissione di cittadini e cÌ militi gli pre­sentava una nuova petizione nello stesso senso, chiusa colla preghiera che il potere non t'osse tolto a colui che 'li aveva salvati dall'anarchia: La Patria ve ne sarà grado come di nuova vitioria riportata sopra i nemici .
La discussione fu tuttavia animatissima; Crispì, Cattaneo, Saliceti sostennero ancora l'opportunità dell'Assemblea, Conforti e Pallavicino replicarono energicamente in favore dell'annessione immediata ed incon­dizionata, alla fine il generale Turr presentò le numerosissime petizioni popolari a Garibaldi, il quale commosso troncò ogni dibattito con queste parole (QÉ);;Ì Se questo è il desiderio del popolo napoletano esso sia sod­disfatto. Niuno meglio di noi è pronto a chinare la fronte innanzi ad un'autorità così solenne. Pallavicino, tornate ai foostri lavori, e proseguite a circondarvi della stima e deWaffetto di questo popolo, cM i ha dato oggi un così nobile attestato di devozione... IL MIO AMICO CRISPI VERRÀ CON ME A CASERTA!
Infatti Crispi rassegnava subito le sue dimissioni da segretario di Stato degli affari Esteri, affermando incompatibile la propria presenza in un Ministero di cui il Pallavicino fosse il capo, questi tenne tem­poraneamente anche questo incarico, affidandolo poi a Biagio Caranti.
Lo stesso giorno 13, crescendo in Sicilia il moto annessionista, il Mordini pubblicava il decreto del plebiscito ed avvertiva il Pallavicino che il 21 la Sicilia sarebbe stata chiamata ad un plebiscito perfetta­mente uguale a quello da lui innanzi adottato.
Forte del consenso popolare, il Pallavicino era tornato ai suoi la­vori, ma la situazione non era scevra di pericolo. Il 14 ottobre comu­nicando a Garibaldi la lettera di Cattaneo e la sua risposta, dopo aver insistito ancora sull'opportunità dell'allontanamento di Crispi e di Maz­zini aggiungeva (2): Dai rapporti della polizia e da altre fonti non sospette, mi risulla che Nuoterà e compagnia tengono convegni notturni e cospirano contro il vostro Governo. Dicono che la mia vita sia mi­nacciala dal coltello mazziniano: ma questo e l'ultimo dei miei pensieri.
(1) GARANTI, Opuscolo al., p. 42. (a) CURATULO, Op. cil., p. 394.