Rassegna storica del Risorgimento
PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno
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1926
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pagina
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769
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Il Napoletano alla vigilia del?annessione nel 1860 769
Vorrei avere n<m -ima ma cento vite per darle tutte atta nostra cara patria .
La situazione si manteneva delicatissima malgrado l'apparente consentimento del Dittatore al programma del Pallavicino ed il decreto Infili 15 ottobre col quale decideva in nome proprio l'annessione delle Due Sicilie al Regno Sardo, prevenendo la ormai deliberata interrogazione della volontà popolare che avrebbe resa l'unione inviolabile, era probabilmente una concessione agli uomini che lo circondavano, più che una affermazione di solidarietà al voto nazionale.
Con severe misure e eoa energici provvedimenti riuscì però il Prodittatore a prevenire dimostrazioni in senso mazziniano e a contenere moti latenti, conseguenza inevitabile e naturale di tanto rivolgimento politico:;- ma non possiamo credere a quanti sostengono ehe il Pallavicino facesse lega colla mafia, che operò ricatti, assassini, soprusi, violenze, contro gli anti-annessionisti, né che bande di accoltellatori, armati fino ai denti, schiuma di popolo e rifiuto di bagni percorressero ed insanguinassero la città e le provincie, uccidendo chiunque ardisse dichiararsi contrario all'annessione. Che a tale votazione, preparata in condizioni eccezionali e di importanza somma, andassero disgiunte quelle pressioni che si ripetono attraverso il tempo, ogni volta la volontà popolare è chiamata a pronunziarsi in favore di questa o quella corrente, sarebbe impossibile sostenere; ma perchè ricorrere a mezzi indegni quando il popolo già aveva dato una solenne garanzia alla riuscita del plebiscito colla dimostrazione del 12 ottobre?
Il 21 ottobre sin dall'alba, come si legge nelT Opinione Nazionale del giorno seguente, il popolo con bande, corone, nastri accorreva ai comizi, la moltitudine era cosi grande che non c'era modo di poter pervenire all'urna. Tra questa folla inneggiante accompagnato dalla Guardia Nazionale passò il Pallavicino, a cui il Municipio aveva conferito la cittadinanza napoletana perchè potesse prendere parte alla votazione. Lo scrutinio, affidato alla Suprema Corte di Giustizia, il 3 novembre dava questi risultati, per il Napoletauo 1.302.064 f2, 10.312 no; per la Sicilia 422.053 sì, 667 no. La magnifica maggioranza dimostrò come i sostenitori dell'annessione non fossero stati che gli interpreti della volontà popolare. Gli avversari osservarono che tali cifre non dovevano considerarsi come indici delle aspirazioni del Paese, il sistema di votazione non essendo segreto. In realtà era questa una misura illiberale, ma se la formula del Plebiscito avesse incontrato ostilità, il popolo meridionale avrebbe potuto con una significativa diserzione dalle