Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <770>
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7 LutsaFiori
urne dimostrare la propria indifferenza o la propria avversione al canr tenuto della formula stessa, mentre l'entusiasta affluenza provò che il concetto d'Unità era 'pèllet rato nelle coscienze, come una necessità -il soluta.
E questa la pagina più bella della vita del Pallavicino solo con­tro tutti aveva difeso il suo immutabile programma, che per volontà di popolo doveva trionfare su uomini ed eventir
II 24 ottobre Cavour gli esprimeva il plauso del Governo Piemon­tese con questo telegramma (i)'* VItalia esulta pel splendido risul­tato del plebiscito che al suo senno, alla sua fermezza ed al suo patriot­tismo è in gran parte dovuto. Ella si è acquistato così nuovi e gloriosi titoli alla riconoscenza del paese ed il Re gli esprimeva la propria soddisfazione pegli accorti ed insigni servizi resi alla causa dell'Unità e della Libertà d'Italia .
Il 29 avveniva l'incontro, apparentemente cordiale, di Vittorio E-manuele con Garibaldi, il giorno dopo questi deponeva i poteri ditta-torioli ed invitando il Pallavicino a dipendere direttamente dal Re per per tutti gli atti di Governo, gli esprimeva tutta la propria ricono­scenza (2).
Il 7 novembre Garibaldi, con Mordini e Pallavicino, si recava a Capua ad incontrare Vittorio Emanuele, al quale presentò i due plebi­sciti, giunti insieme a Napoli e preso posto tutti e quattro nella stessa vettura, sotto una pioggia torrenziale si diressero prima al Duomo e poi al Palazzo Reale dove ebbe luogo il ricevimento delle Autorità. Per le cinque pomeridiane si fissò un' udienza reale pel dittatore ed i due prodittatori; ma, narra il Mordini, il generale, che aveva avuto tutta la giornata un'aria scontenta e; ìsibilmente preoccupata, rifiutò di parteciparvi. Dalla relazione di Mordini si potrebbe credere che anche il Marchese venisse escluso dal colloquio col sovrano, egli scrive che giunti alla reggia non si riusciva a trovarlo negli appartamenti e v.3) Men­tre cercavano separatamente chi ci desse qualche notizia, io mi incontrai in uno stretto corridoio col Re che mi prese per mano e mi condusse in una gallerìa di cui chiuse la porla.... Il colloquio durò più di tre quarti d'ora .
Il Pallavicino lasciò scritto invece che, tornato verso sera al pa­lazzo, cercò di farsi mediatore fra il Re e Garibaldi che respingeva le
(1) Memorie, voi. IH, p. 640.
(2) Ivi, p. 642.
(3) Rosi, op. ciL, p. 240.