Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <772>
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Luisa Fiori
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Nel 1862 il Marchese faceva una fugacissima ricomparsa nella vita politica: Rattazzi lo creava prefetto di Palermo, dove regnava il più assoluto disordine ed il brigantaggio più minaccioso. Appena giunto egli stendeva una relazione al Re esponendo le ragioni complesse del pro­fondo malcontento dell'Isola, relazione in cui noi vediamo rispecchiati in parte i consigli die- Garibaldi gli aveva diretti con una lettera del i aprile (1).
La situazione era difficile, le dimostrazioni ostili al' Re si ripete­vano ed il Prefetto poteva dominarle non mancandogli l'appoggio del partito d'azione tutto garibaldino e poneva quindi sull'avviso il governo intorno alla necessità di allearsi a questo, poiché il prestigio di Gari­baldi in Sicilia era grandissimo ed una rottura aperta sarebbe stata a tutto danno del Governo stesso. Ma il Ministero voleva imitare Cavour nella spedizione di Marsala e, mentre aveva mandato un amico del ge­nerale a suo rappresentante in queir Isola, in cui visìbilmente si stavano preparando nuovi eventi, quasi a facilitare l'opera della rivoluzione air lorchè il grido di Roma o morte suscitò le minaccie di Napoleone, il Governo, che non possedeva più un Cavour, giudicò delitto quel mo­vimento, ordinando ai suoi funzionari di opporsi con ognp mezzo alle dichiarazioni di Garibaldi, Il Pallavicino mandava le proprie dimissioni, che venivano accettate.
La cosa ebbe però uno strascico allorché, dopo Aspromonte, la caduta di Rattazzi si rese inevitabile; in sua difesa il 21 novembre parlò alla Camera il deputato Pier Luigi Boggio, comunicando alcuni dispacci diretti all'ex Prefetto Pallavicino, per provare la connivenza di lui con Garibaldi, imputandolo di favoreggiamento nell'affare degli arruolamenti, connivenza e favoreggiamenti che nella sua qualità di rappresentante del Governo prendevano carattere di tradimento.
I] discorso veniva pubblicato (2) con dedica al Pallavicino, corre­dato di note irriverenti ed apprezzamenti feroci. Fo'fcte della sua co­scienza il Marchese, costretto in casa da malattia, non potendo rispon­dervi altrimenti, ristampava una sua lettera del 23 settembre (3) già ap-
(1) Vedi documento n. 7.
(2) Vedi pagina di Storia dedicata al Cav. C. Bianchi ed al marchese G. Pallavicino.
(3) Risposta di G. Pallavicino al deputato P, L. Boggio.