Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <777>
immagine non disponibile

Il marchese Giorgio Trivulzio-Pattavìemo (1796-1878) 777
tali dichiarazioni e considerato che reggendo quest'ultima imputazione la Signora Millesi era gravemente sospetta di dar essenza ad un car­teggio che volevasi avvolto nel mistero in tempi ed un concorso di persone marcate già come inclinate alle novazioni del Piemonte e considerando che anche il Marchese Giorgio Pallavicino dicevasi istrutto di questo convenzionale espediente, non si esitò punto ad ordinare un interrogatorio alla Signora Millesi ed al Pallavicino susseguiti dalla vi­sita delle carte presso di ciascuno. Un'uguale misura fu pure adottata a càrico della Signora Camilla Fé non solo per la relazione che que­sta donna ha costantemente coltivato con le persone chiamate col vo­cabolo di liberali e specialmente col fuggitivo Madiani., ma ben anche perchè presso il Castillia si rinvenne una lettera della stessa avvolta nel mistero che essa stessa ordinava fosse poi data alle fiamme. In conseguenza di ciò fu spedito questa mattina l'attuario sig. Cardani alla casa della Millesio ed il signor Bolza a quella della Fé. Nessuna carta si ottenne nella perquisizione fatta alla Millesio e nel dli; lèi inter­rogatorio impugnò di aver scritto la lettera attribuitagli dal de Ca­stillia e nella quale stavasi la frastagliata carta suddetta per cui fu d'uopo nuovamente escutere il deponente Castillia, il quale sebbene con­fermasse quanto aveva dapprima deposto in ordine alla provenienza della lettera suddetta, cercò di modificare lappoi l'assertiva coli'aggiungere che a quanto gli sembrò la ritenne scritta dalla Millesi senza risovve­nirsi da chi la fosse recapitata a Conturbia nel Piemonte.
L'atto perquisitivo operatosi presso la Sig. Camilla Fé fece rinve­nire presso di lei una lettera del fuggiasco Marliani nella quale è pre­sentata la situazione politico-economica e religiosa della Spagna sotto h data del mese di luglio.
In merito poi alla misteriosa lettera preannunciata dichiarò la stessa che non si riferiva a persona alcuna che interessar potesse le cure della Polizìa, che riguardava essa un essere infelice il nome del quale riser-vavasi essa di comunicare al Governo quando fosse per essere dallo stesso obbligata.
Mentre stavasi nelle due case prenuneiate travagliando alle opera­zioni delle quali si è superiormente parlato e si attendeva il reingresso del Pallavicino nella propria sua abitazione, >ji presentò lo stesso non ri­chiesto e spontaneamente a questa Direzione Generale allegando che si trovava esso in dovere di fare una dichiarazione dipendentemente dai suoi viaggi in Piemonte nell'epoca rivoluzionaria. Sottoposto a regolare costituto dichiarò che avendogli la pubblica voce istrutto dell'arresto del suo amico de Castillia a causa delle gite in Piemonte si trovava