Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1926>   pagina <787>
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Il Napoletano
alla vigilia dell'annessione nel 1860
(Conlinuùz. e fine; v. fà. Ili, 1926) 2. LA BORGHESÌA
Maggiore importanza politica ha quella classe che il Cala Ulloa chiama nella sua enumerazione borghesia media definendola << aliena dalle rivoluzioni perchè ne conosce il caro prezzo . Si tratta di una bor­ghesìa fondiaria perchè nel Napoletano un ceto medio lavoratore e agiato non esisteva. I grandi e medi proprietari di terre, formano la vera e pro­pria classe dirigente nel regno di Napoli. Ora, se si pensa che il cespite di entrata era per il governo Napoletano l'imposta fondiaria, si capisce che i proprietari di terre (.che la pagano) sono le persone pia impor­tanti nel Paese. Nel decennio dal 50 al 60 questi borghesi proprietari di terre hanno definitivamente consolidato la loro posizione economica ed esercitano una influenza sul governo. L'alta borghesia arricchitasi col risparmio e col commercio del denaro ad alto saggio investe la pro­prietà nei terreni e si sostituisce per il latifondismo ai Baroni . Così Raffaele Ciasca nel suo studio del programma per l'opinione Nazionale Italiana; e nota inoltre che questa borghesia diviene per interesse poco amante di un mutamento; di cose. Tira avanti ricavando senza troppo sforzo quello che può dalle sue possessioni fondiarie, è priva di capitali e di iniziative.,. Ricca di beni fondiari,, incolti 0 coltivati male, è facile intendere come di preferenza dovesse consacrarsi all'agricoltura anche perchè questa offriva meno pericolo e meno incertezza del commer­cio (1)2, Abbiamo già notato come la borghesia industriale manchi com­pletamente; il Bianchini relativamente alle industrie dice: Manca tutto,
(1) R. CIASCA, Le origini del programma ecc., Milano, 1916, p. 603.