Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno
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1926
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pagina
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788
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788 E. De Vincenlis
si fa a forza di braccia con cattivi ordigni e male (i). Siamo dunque di fronte ad una borghesia fondiaria a tendenze schiettamente conservatrici.
Nella enumerazione del Cala Ulloa la borghesia intellettuale è tralasciata. Tuttavia essa ha grande importanza nel Regno di Napoli. A detta del Savoulle, che scrive nel 1834, essa era una classe già troppo numerosa a quell'epoca . Per l'infinita moltiplicazione degli avvocati, i quali sono giunti a tale che Napoli e le provincie sono siffattamente ingombre di codesti professori, che ben presto se non si cambia opinione saremo una Nazione di medici e di avvocati soltanto (2) una parte di questi professionisti che il Savoulle chiama cumulativamente Professori vive in provincia come agente dei proprietari di terre. Per parlare di una vera e propria borghesia intellettuale la cui vita e le cui opinioni abbiano centro e coesione, bisogna restringersi all'ambiente della capitale.
Le condizioni dell' istruzione pubblica erano pietose, mancavano quasi totalmente le scuole elementari. Quanto all' istruzione media c'era soltanto una grande fioritura di scuole private. In un opuscolo polemico troviamo intatti dopo il '60 una vibratissima proposta contro il governo italiano, che con i suoi ordinamenti sulT istruzione pubblica ha distrutto il fiorentissimo stato della istruzione privata.
Quali fossero gli ordinamenti, le direttive, la vita, di queste scuole private, è difficile sapere, il De Cesare si limita a notare una grande trascuratezza da parte del Governo per tutto ciò che riguarda l'istruzione specialmente elementare : Y insegnamento elementare era limitatissimo così in Napoli come nelle Provincie, Napoli non ebbe che 4 scuole municipali gratuite fino al 1860. E che scuole! Era preposto all'insegnamento elementare di tutto il Regno Giuseppe Turiello il quale per aumentare il numero delle scuole nelle provincie si trovava di fronte ad ostacoli insormontabili (3). Sempre dal De Cesare sappiamo che l'autorità vedeva di mal'occhio l'agglomerarsi degli studenti in Napoli f>. I licei dì provincia erano in mano degli ecclesiastici. Grande importanza ebbero in Napoli il R. Collegio dei teologi che conferiva le lauree in teologia ed esaminava i libri che si davano a stampa, e il Collegio Militare dell'Annunziatela che preparava gli ufficiali per l'Esercito; questi due collegi e la Università, sono gli unici ambienti che presentano una forte vitalità intellettuale.
(1) L. BIANCHINI; Storia delle Finanze, voi. Ili, p. 963.
(2) SAVOULLE, p. 18.
(3) Cfr. R. DE CESARE, La fine di un Regno, Città di Castello, 1900, p. 90.