Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1926>   pagina <790>
immagine non disponibile

790
E,. De Vinceniis
4. IL CLERO
Il Clero ha nella vita del regno di Napoli una notevole importan­za. Ha un' influenza politica alla corte dove gode tutte le simpatie del re. Dirige una gran parte dell' istruzione, è anche un'emanazione del governo giacché il Re si serve del R. Patronato per nominare i Vescovi nella maggior parte della diocesi del regno. La politica di Ferdinando II, verso la Santa Sede (è nota la sja frase: Col papa patti chiari e amici cari *) lasciava a questo sovrano ampia ingerenza negli affari ec­clesiastici .(**). Esisteva un vero e proprio clero di siato che si mesco­lava nella vita politica del Regno. Lo afferma il De Cesare, e il Ra-cioppi si scaglia contro questo clero che infierisce con le sue vessazioni sul basso Clero e su tutta la gioventù studiosa. Il Racioppi infatti ap partenne proprio a quel basso clero, il cui atteggiamento fu caratteri­sticamente liberale nel 1860. Esisteva dunque nel seno del clero una scissione fra i bassi e gli alti gradi, e nel 1860 essa si fece così acuta che, mentre nella provincia il clero applaudiva ali* ingresso di Garibaldi e alla dittatura, a Napoli il cardinale Riario veniva esiliato, e il Capi­tolo si rifiutava nettamente di presenziare il Te-Deum per la vittoria delle armi italiane. Troviamo infatti un Sermone parenetico agli ar­mati cittadini lucani nel giorno dell insurrezione scritto a Potenza nel 1860, l'autore, che è un sacerdote, Francesco Giambrocono, dice: Sia dunque l'Italia unita e lungi ne vada la aristocrazia pretesca , espres­sioni ancora più forti troviamo nelle Parole sul movimento insurrez-zionale di Muro kncano del sacerdote Tancredi : Coloro che det­tero l'appoggio della loro predicazione al dispotismo sono lupi ingordi, vili spostati, cani maledetti, giuda traditori ecc..*-. seguono espressioni di lode per il clero che caldeggiò la libertà, e non è difficile compren­dere che l'attacco di questo prete di provincia è diretto contro l'alto clero della capitale che veramente predicava in favore del trono. Dello stesso tipo l'opuscolo del canonico Luigi Raggio (due discorsi in occa­sione della resa di Gaeta) l'autore esulta della disfatta borbonica e plau­de al valore Italiano. In una raccolta di fogli volanti del 1860 trovia­mo le prediche del prete) Giuseppe Da Forio recitate in S. Maria la Nuova il 30 settembre lièo, anche questo sacerdote si scaglia senza reticenze contro l'alto clero : <<: . un orditìe sacerdotale immenso ric­chissimo e onnipotente, che i re proteggevano l'aristocrazia alimentava,
(1) Cfr, DE CESARE, La fine..,, p, U5>