Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE)
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1926
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pagina
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792
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E. De Vincenlù
Non si potrebbe meglio caratterizzare la vera caratteristica dell'esercito meridionale il quale mancava veramente di tradizioni militari e negli ultimi anni del regno di Ferdinando li, si era ormai quasi ridotto ad una funzione di polizia in servìzio del trono (i).
Tuttavia Ferdinando II, aveva saputo costruire secondo concordi testimonianze un esercito solido e bene organizzato. Resta a spiegare come mai un tale esercito si sfasciasse infallibilmente tutte le volte che il Paese aveva bisogno della sua difesa. Esaminandolo nella sua costituzione vediamo che esistevano in essa i germi latenti di quella fatale debolezza. La coscrizione era di dodici anni. Una coscrizione così lunga spiega già abbastanza la profonda ripugnanza che il popolo ha per andare sotto le armi, si poteva inoltre evitare la coscrizione pagandosi uno scambio; sono solo dunque i miserabili che debbono servire. Sotto le armi, la disciplina ferrea e feroce, l'ozio abituale e il trattamento non splendido finiscono per abbrutire il soldato; un figlio che va sotto le armi, è per la famiglia un figlio perduto. Sappiamo infatti che le milizie mercenarie degli Svizzeri che godevano secondo l'opinione comune un buon trattamento non erano tuttavia modelli di ordine, stando alla testimonianza di un soldato svizzero che racconta in un diario retrospettivo il servizio prestato a Napoli. Il soldato che scrive da Ginevra, si lagna del vestiario, del vitto, degli alloggiamenti... Il diario monotono ci mostra mia vita inerte in cui le parate di gala mettevano una parentesi di attività frettolosa, questa narrazione ci mostra anche come al momento opportuno le milizie mercenarie sarebbero state un appoggio non eccessivamente valido per la Monarchia (2).
Il generate Giuseppe Pianell nelle sue memorie esprime quasi sempre lo sconforto e lo scontento di trovarsi in un ambiente poco attivo come quello dell'esercito meridionale. Troviamo nelle sue lettere alla moglie dagli Abruzzi nel 1859: Io sono vittima del mio dovere ma considero che di tanta fatica non rimarrà traccia . Il 12 dicembre dello stesso : Oggi finalmente siamo riusciti a manovrare, se non si svegliano ora queste truppe non si sveglieranno più . E il 7 febbraio j .... nessuna cosa va, il Ministero non esiste e il Re si lusinga di far tutto da sé, che non vfinga mai, mai il momento di dovere agire perchè sarebbe un disastro: il governo non esiste, manca tutto, tutto per
(i) Cfr. TITO BATTAGLIAI,, Rivista Militare italiana J9/3. (2) Cfr. AUGUSTE MEJLAN, Souvcnirs d'un solchi Suisse au service de Na-ptes, Ginevra 1868.