Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1926>   pagina <796>
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Mi D? Vimcuiis
questa terra sarà resa splendidamente ferace e la provincia ricca (i). Anche nel Principato ultra: È solo la mancanza di monti frumentari che impedisce alla nostra terra tutta quella prosperità a cui ha diritto (2).
In Calabria poi è solo il ristagno dei capitali e la mancanza del denaro per le anticipazioni che impedisce la mancanza delle raccolte (3),
Basterebbe sopprimere queste cause accidentali e transitorie perchè al Mezzogiorno fosse assicurata quella abbondanza di produzione che ognuno considera sicura. Affermando questo i membri delle società eco­nomiche non si accorgono di essere in contradizione con altri fatti che non indicano certo prosperità economica, e che pure sono costretti a constatare ma, bisogna notare che nel concetto degli intellettuali del Mezzogiorno la ricchezza della terra benedetta da Dio è considerata una specie di diritto. Questa certezza è tale, che un Socio della S. E. di Principato ultra inveisce aspramente contro coloro che osano du­bitarne: Talvolta sento prendermi da forte indignazione, allorché mi corre alla mente l'ingratitudine di alcuni uomini, che con mano sacrilega sembra vogliano respingere i doni che ci vengono dalla Natura; il trarre la vita incomoda fra tanti vantaggi e tante ricchezze, che ci vengono dalla Natura? è uno dei più grandi errori di questa Re­gione. La popolazione, la fertilità del suolo, l'intelligenza della na­zione ne accerta un'enorme superiorità su tutte le altre Nazioni, che saranno sempre (se lo vorremo) a noi sottoposte, per i generi di prima necessità. Abbiamo più Vòjìljè decantata la posizione felice del Regno di Napoli, per cui mi ripeterò sempre che con delle savie previdenze, esso potrà diventare la terra promessa; noi possiamo nello stesso tempo, di­venire buoni agricoli, e perfetti manufatturieri, ciò è provato sufficien­temente dalla nostra posizione agricola e manufatturiera le quali (seb­bene ancora non perfette) danno dei prodotti sovrabbondanti ai nostri bisogni, e potrebbero eziandio soddisfare i nostri capricci e i nostri piaceri ,
Quanto alle risorse indigene del Mezzogiorno, egli nota che; Seb­bene sia impossibile di fare in tutto a meno dei prodotti stranieri, pure per il Napoletano sarà facile (purché voglia) usarne in piccolissima parte; ed è giunto il tempo in cui noi possiamo rivendicare la nostra supe­riorità sulle altre nazioni, e si è finalmente cominciato a far conoscere ì vantaggi di eui essa '(la nazione napoletana) gode al disopra di tutte le
(1) Atti, anno 1843,
(/) Giornale economico dì Principato nitro anno .1845. Fase. I p. 2.
f3J)< Alti, annodi847.