Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1926>   pagina <800>
immagine non disponibile

eoo
È. De Vìncentts
le industrie ed è circondato dal mare, ha porti sicuri, e sf -presta ad: ogni genere di commercio, è eminentemente agricolo ma può quando voglia divenire industriale, anzi avendo in abbondanza materie prime ed essendovi la vita facile nell'industria* è destinato a primeggiare i), Cesare Correnti, parlando del Mezzogiorno lo definisce: Il pae­se che tutti invidiano e dice che: Gli abitanti del Mezzogiorno di natura sobri vivono nella terra più ubertosa che sia sotto il sole: ed in 30 anni, tanto è prolifica la natura in quelle terre privilegiate crebbe il numero degli abitanti del Regno di circa 1/3 (2), Carlo Cattaneo è il solo dei Settentrionali che veda: Tanta differenza tra le povere Città dell' Italia meridionale, e i magnifici Comuni dell'Alta Italia >> (3) ma attribuisce quella miseria non a cause naturali ma alla mancanza di capitali : la terra meridionale Ha bisogno solo di da­naro impiegato in opere utili e proficue e ammette anch'egli la bontà dell'amministrazione Napoletana constatando che : Il debito pubblico era in quel grande Stato piccolissimo (4).
2. I RIMEDI
Da quanto abbiamo esposto risulta un dualismo notevole tra i fatti e le idee. Quelle stesse persone che dovevano analizzare la realtà dei fenomeni, per proporne i rimedi, erano deviate da un' idea preconcetta. Nelle assemblee delle Società Economiche si sente continuamente que­sta incoerenza che deriva dal negare a Priori, un fatto che si è costretti a constatare ad ogni passo. Per questo atteggiamento mentale tutti cer­cano qualcuno o qualcosa, a cui poter addebitare la responsabilità di un disagio di cui non si vede la vera causa. Ed ecco moltiplicarsi le ipotesi: la mancanza di quella ricchezza che ci doveva essere e non c'era veniva attribuita ora alla mancanza di grande industria, ora alla immobilità dei capitali, ora alla scarsa protezione che il governo dava all'agricoltura. Ma per solito tutti erano d'accordo per rivolgersi contro due presunti responsabili: il Governo ed Ì Contadini. Il governo era supplicato in tono dimesso, poiché non conveniva gridargli addosso a-pertamente, contro i Contadini s'inveiva sempre, e quasi per abitudine. Le sedute infatti, si chiudono sempre supplicando il Re dalle cui . in-
(r) A. B AGGIO, Idee generali ecc., Torino, 1861, p. 3.
(2) CESARE CORRENTI, Scritti scelti, Roma, 1891, (Tipografia del Senato).
(3) C. CATTANEO, Opere edite e inedile, pp. 113, 115, 46.
(4) Politecnico, anno 1871, fase. I, p. 77