Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1926>   pagina <805>
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// Napoletano atta vigilia dell*annessione net 1860 805
che produrranno certo risultati interessanti. Ammetto nel giro di veri­fica del Dazio sul vino che vi sia bisogno di qualche modificazione nel­l'interesse delle Finanze.
Il Circondario di Piedimonte si compone di 10 Comuni con 24.641 ab. che distano fra loro fino a 18 miglia dal Capoluogo, per via alpe­stre e rovinosa. Or si calcolino le conseguenze dei poveri litiganti, le spese che debbono sopportare; si potrebbero raggruppare.
Molti giovevoli a queste classi, resistenza di 5 Monti di pegni, però essi sono utili solo a chi abbia oggetti di valore, e ne sono re­spinti i coloni e i piccoli intraprendenti. Meglio sarebbe una Cassa di Credito Agrario e Industriale. S'invoca una Cassa di risparmio. Pochis­simi i Monti frumentari. Cercherò promuoverne di nuovi e, pur con­statando che la mancanza del vino è tarlo che rode la finanza pri­vata auguro ai proprietari un migliore avvenire.
Concludendo: Fu visto già il florido stato delle Provincie; popola­zione aumentata, opere pubbliche promosse, il patrimonio dei Comuni tutelato, tutti indizi di miglioramelo morale ed economico sotto gli occhi di Colui (il Re) che non altro vuole che grandezza e prospe­rità .
Con questo ottimismo generale si governava neanche uno dei relatori, degli studiosi, dei funzionasi nelle loro Relazioni, nelle loro esposizioni, nei loro Giornali Ufficiali, si domanda chiaramente se il Paese sia ricco o no, come tutti mostrano di credere, se l'aumento di popolazione sia propro un indizio di maggior prosperità, se infine dopo tanti anni di progetti, di discussioni di dissertazioni, ci sia una ragione perchè il grano non basta e si importa dall'estero, perchè i rac­colti saltuari del granone e delle patate riducano di tanto in tanto le popolazioni rurali alla fame, e fino a che punto la attuazione anche parziale dei lavori, avrebbe potuto cambiare questi fatti.
La politica estera del governo partecipava degli stessi errori.
La certezza che il Regno di Napoli era economicamente forte, fa­ceva sì che si pretendesse di poterlo isolare rendendolo indipendente da quegli stessi Stati del cui mercato era tributario forzatamente. Così l'indipendenza economica si risolveva nelle disastrose concessioni fatte alla Marina mercantile inglese e francese *tàt) e l'indipendenza morale, in una requisitoria pubblica, come quella di Gladstone, ed in una umi-
(i) BIANCHINI LUDOVICO, Storia delle Finanze napoletane, Napoli, 1858.