Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1926>   pagina <810>
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8xo E. De Vìncerdìs
Ma il proprietario sbaglia in questo che trarre dal bisogno il nullate­nente, sia trarlo dal lavoro... L'ordine sociale è solo stabilito a compen­sare il nullatenente alla occorrenza, e ad abbandonarlo quando non serve più. Cosi si crea quella classe negletta e disprezzata da cui escono men­dichi e vagabondi. I provvedimenti che si prendono per loro vanno dal castigo alla pietà,;,, due cose che avviliscono, l'uomo e non lo fanno uscir di miseria in ogni modo qualunque siano gli stabilimenti, uomini privi di libertà non potranno mai essere buoni lavoratori; e quanto ai gastighi, questi delitti non vediamo commessi per mancanza di cose di necessità? E allora la repressione non è giusta. Si crede di cavar­sela promettendo lavori pubblici. Ma questo è fallace, anche se se ne potessero fare quanti nej occorrono, ciò non servirebbe a nulla .
Cosi si chiudono queste Due parole sui nullatenenti ma, arri­vato a questo punto, l'autore, diviene un teorico, e fa un progetto, an­che lui, perchè non può rassegnarsi a vedere davanti a sé una via senza uscita. L'unica soluzione del problema (egli dice) sta nella crea zione M grandi compagnie, agrarie e commerciali, cioè in una o più grandi imprese, che, fornite di analoghi mezzi, vengano in aiuto ai bi­sognosi di lavoro ! Non più usura e non più debiti, poiché in quattro anni il colono viene messo nelle condizioni di divenir proprietario delle terre che lavora .
La Compagnia fornirà la casa e gli strumenti di lavoro, che il co­lono pagherà anno per anno al 5 per cento; se alla fine del quarto anno il prezzo della terra è scontato, essa resta al colono.
L'utile sarà dato dal consumo dei generi che si produrrebbero. E sarebbe certo, sicuro .
Sembra che il progettante abbia dimenticato di aver asserito, che il problema economico meridionale, è .anzitutto un problema di produzione e che se la produzione di quei quattro anni non sarà tale da fornire al contadino la possibilità: di pagare il 5 per cento, egli si troverà di fronte alla Compagnia nelle identiche condizioni in cui si trova di fronte all'usuraio: cioè con un debito, che si accumula d'anno in anno, e che la saltuarietà e l'insufficienza della produzione non gli permetteranno di pagare. L'autore ci avverte che lo Statuto di questo progetto, presentato alle Autorità, dopo due anni di discussioni, fu rigettato alla unanimità.
In ogni modo il Bideri è una voce isolata, perchè, unico, attribuisce le cause delle miserie nel Napoletano, ad un problema di produzione. Che il Napoletano fosse povero, molti erano costretti a riconoscere, ma sem­brava facile attribuire la miseria a cause momentanee e facilmente eli-