Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1926>   pagina <817>
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// Comitato centrale siciliano di Palermo (184.9-1852) 817
con minor frequenza però, anche negli anni seguenti. Mirano a preci­sare un punto storico determinato, net quale l'Autore ritiene di aver avuto una parte o preponderante noa sufficientemente esaltata fraintesa.
Altro è l'indirizzo che danno alla loro esposizione gli scrittori non militari o non esclusivamente militari, che, per aver partecipato a titoli diversi al Governo, abbracciano col loro sguardo o tutto quanto il pe­riodo della libertà,, !0 soltanto quello degli ultimi aneliti di essa; e, sotto sembianza di larghezza di vedute; procurano di mettere in rilievo e giu­stificare la propria condotta e quella degli amici, riuscendo a suscitare non minore animosità che i militari.
Primo, da questo lato, si presenta Francesco Crispi.
Partendosi ai primi di settembre 1849 da Marsiglia, ove era stato da alcuni mesi sbarcato, egli giungeva, alle ore ti del 4, a Nizza mar. e ne ripartiva il 6 per Torino coi soccorsi speditigli da Rosalino Pilo e da Luigi Orlando. Cercando come campare, non trovò aiuto se non nella propria penna e nei ricordi della rivoluzione siciliana: sicché può ritenersi, che non fosse ancora sceso dalla carrozza, e già meditasse di scriverne; fiducioso, sin dal 15 settembre, nella possibilità di collocarne subito il manoscritto, appena lo avesse steso.
Per fatalità, l'indomani 16 settembre, sir William Tempie, ministro della Gran Bretagna a Napoli, presentava al ministro Fortunato la pro­testa del suo Governo contro la malafede con la quale eran state fru­strate le promesse fatte all'atto della capitolazione di Palermo.
Il Fortunato rispondeva, il 20, che la pacificazione dell'Isola era stata fatta dalle regie truppe vittoriose e non da altro; e quindi non potevasi trattare coi Siciliani sulla base di patti, del resto da essi re­spinti.
Tali notizie pervennero a Torino, quando il Crispi era già entrato sin dal 1. ottobre a far parte della redazione del giornale democratico La Concordia, diretto dal deputato Lorenzo Valerio; e gli offrirono l'occasione d'iniziare la propria collaborazione.
Nel a. 251, an, II, comparso il venerdì 19 ottobre 1849, egli vi cominciò, sotto il titolo La quisiione siciliana, una serie di cinque ar­ticoli (1); ne' quali espose le condizioni della Sicilia dal giorno, in cui la diplomazia francése l'abbandonò alla sua sorte e comparve in rada di Palermo la squadra napoletana (26 aprile 1849), sino all'entrata delle truppe borboniche nella città.
(1) Inseriti nei n.ri 251, ri, (2 nov.), 302 (17 die.),, 3x3 (31 die. '49) e 2 an. Ili, (2 gen. 1850); ma finiti di dettare il 20 die. '49.