Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1926>   pagina <832>
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32 Eugenia Casanova
glesisti, che tanta dèca fiducia hanno nel Rutena; :iind'ài. secondo dice * Garnazza, dell'araiélda inglese. Gajfifaza; ini disse se puoi vender­ai gJIeBiS:' io, 2Q: (copte il prezzo, franetì:. ranSt assaitìelo subito.
La Masi.-i"feazza: sono Bnovamènitó àmie*. Ieri '<a>mazza:,. -il primo, rW.vi'òinii rinarrandolo dt,:ll;'opera :dfè ,aiÉ avuto ia bontà da dargliene una copia >>; E, aftSÉo il Pilo ggfe fi CSwoMflt lo spaceioy 1 stesso Vasta, colla sua lingua affilata, gli soggi ungeva, iì 27 higl>: w Ti-riinetto; con Sannazzaro che.sì restituisce in Genomi,le: io còpie dell'opuscolo di Caraazza. Quest'opuscoletto, secondo; me, è una delle solite emissioni di' .bile che il GstraazZa soffre quasi sem- pre. L'interessante è il dispaccio di Butera .
JIgnendo conto delle ossen?azioni .contenutevi, il La Masa portava nel secondo volume della sua opera (pp. ìi.cjisf) tut 4-capitoli di più ampio manoscritto al 11* udienza reale di Alessandria relativo, cgfjjpinica-togli dal Carnazza da Torino: fin dal 22 giugno 1849, e completava a gua volta f esposizione' lattane nelle Mgjifflie ag ÉÉ.
Ma il rumore destato intorno ai Documenti del Là Masa non sì Éniò al continente ove, ad esempio ne fu vietato l'introduzione in "l" scana; si ripercosse anche a 'Ma-Ita,- ,:,ve: spreponderava la colonia messi­nese pel La Masa, venuto invano a combattere in difèssi della ditta,, era uno dei capi espiatori delle di lui disgrazie, fi' néWapera propria trovava un incentivo a sfogare il suo più o meno giustificato risenti­mento.
Da quell'isola il 24 novembre 50 Luigi Pellegrino, di cui ci è già nota la violenza, scaraventava addosso al La Masa una lettera fe­roce sulla partecipazione di lui alla difesa 'li Messina e Milazzo (Let­tera di LUIGI PELLEGRINO a Giuseppe Là Masa-,. Malta, 1S50, 8", pp, 31 con 1 carta), aprendola col motto: = La Masa attacca alle spalle, com­batte, vince e.., fugge = che ossgjajseeisorresse. pgr l'I-aler-mo dop.0 il lattò d'armerei x setitémère 1848. Su questo meti. egli lo accusa di essere stato. codardo quanto iniipndente, e, quanto bugiardo, vanitoso e strano.. Così l'Italia nostra e l'Europa, se inai l'umoristico garrire vostro vi spinse oltr'Alpi, vedranno che voi non foste né eroe, né isti­tutore di libertà, ina vigliacco e indifferente dell'asservimento dell'isola, se altri non assoderà- una tenebrosa conseguenza (tradimento) all'esser stato, voi uno dei più validi sostegni e ligio del partito .ministeriale, che fu il parricida della bella e sventurata Sicilia. Il tempo a trarci di viso la maschera è venuto: voi stesso lo dite,.. .
Un tal libello, come è facile immaginare, non poteva lasciare indif­ferente' reaiigrazione; e Rosalino Pilo, tendendosi interprete di quel