Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
<
1926
>
pagina
<
839
>
// Comitato centrate siciliano dì Palermo (184.9-1852) 839
(Malia, 1 ;ppv.4jr diretta a correggerne gli errori di fatto e insieme a subissare la fama del La Masa 'e. ;del' La Farina.
Il CALONA, che pare fòsse suscettibile al punto di non saper star mWi gli oppose una Risposta cJLuìgi Pellegrini dell'Autore dei Cenni fUÈ' ~t rmàlrtam sulla rmoluzwne e caduta di Messina nel 1848 (Malta, 1852, 8, pp. 38), che riuscì più obiettiva 41 quel che si sarebbe potuto aspettare, vebbe replica.
Ma tutti quegli serjfeij per quanto iwaatìerosi, e: seppure suggeriti per lo più da vanità e livore personale, imli in qualche modo per L particolari che precisano, non possono pretendere all'onore di essere considerati come opere sdéntifiche. Sono rarità bibliografiche, che, ai giorni nostri, avrebbero le cento volte incappato nel codice come libelli famosi *ma che giovano più che alla storiografia alla conoscenza degli umori e dell'ambiente in mezzo a .etti1 si svolgevano i fatti dei quali trattiamo; e perciò eleménti die giustificano l'estensione data al loro esame.
Sole forse si salvano dal dimenticatoio, nel quale sono cadute, e si salvano per la forma eletta e l'arte con cui sono dettate la Storia del La Farina citata e quella del Calvi.
A Malta, alla fine del 1.851, con molto mistero e colla data di Londra, comparvero le Memorie storiche e critiche della Rivoluzione, siciliana, di cui, sotto il velo dell'anonimo, era autore PASQUALE CALVI. AI primo lume, di pfe -vj/.. seguirono in breve altri due sempre colla data di Londra 1851, di pp. 307 e 374; ai quali, nel 1856, un quarto se n'aggiunse, di pp. vj, 293, coli'unico scopo di esporre e discutere il processo di spergiuro fi* danno di Giacomo Navarra-Bivona, intentato dall'Avvocato: della Corona a Malta al Calvi a cagione della vendita dei tre volumi dell'opera.
Le Memorie costituiscono, in verità, l'opera maggiore che possediamo di mano di uno degli attori del gran dramma siciliano del 1848-49. L'autore ne conosce minutamente tutti i particolari, tutti i direttori, tutta le comparse; ne ricorda vita, morte e miracoli; è non risparmia principalmente i miracoli, quando si tratti di giustificare sé e le sue idee. Pochi si salvaoo'JidalIe sue graffiate; forse il solo Gabriello Carnazza. Tutti gli altri sono ferocemente bollati e svergognati sin nell'intimità della loro famiglia; della loro anima. Strana intonazione familiare della virulenza del Calvi e di quella del Pellegrino e del Miloro ! Sono addirittura atrocità quelle che colpiscono tutti coloro che ebbero parte nella rivoluzione;;., ai chiamino Diego Arancio o Carmelo Agnetta, Rosario Bagnasco, Michele Bertolami, Cordova, Vincenzo Errante, Francesco Ferrara* abate Fiorenza, La Farina e La Masa o Tommaso