Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1926>   pagina <841>
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// Comitato centrale siciliano di Palermo (1849-1832) 4.1
Noi non scendiamo a indagare la verità delle sue asserzioni, per­chè esorbiterebbe dal nostro assunto una tal ricerca. Ma teniamo nel massimo Conto i sentimenti de' quali era la manifestazione e l'impres­sione che seppe fare in quei giorni il giudizio dell'emigrazione di Pa­rigi espresso in tana lettera del fascia al Pilo in data del 26 giugno 1852 sulle tre opere maggiori da noi esaminate e sulla loro dipendenza dai vari partala, 'he se ne contendevano la direzione:
Qui, la storia di Calvi, che non è letta, ma di cui si ha qualche notizia per varie lettere di Malta, fa cantare in coro quasi tutta que-<< sta nostre rispettabilissima emigrazione.
Io dico che se- ne diano pace loro che si sono rallegrati della Storia di La Farina.
t Ed essi mi rinfacMaÉ allora la Storia; di La Masa, che, di-ai cono essi, è storiai del ftwtro partito. Non ti par vero? Lo han detto a me, e ne so 11 restato stordito della impudenza' e della menzogna! Mi citano, tra gli altri., Vincenzo e Luigi, che -tara;: apprestato do- cunìentì a tel1a storia; tój. Natoli e gli altri che avete firmato l'ar- iScolo pel libello di Pellegrino. on birbanti impenitenti! Non se ne parli ! >>
Questo b.rainO M lettera, .ci; permette di concludere** infido assai era anche- .dà .:quet lato il mare nl quale doveva muoversi la barca del Comitato, se con tanta animosità tentavasi dì distruggere gii uomini del gassato e del presènte, se con tanta violenza e Mm altro ritegno abbattevasi lama, benemerenza, virtù, pur di dar sfog-Mla libidine di insana vanità, dlncoaÈéssatoJle vendetta.
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Jìtri dissensi s'inlrecdaono 'col ipiceeedenti par la SotMà dell'emi­grazione italiana alla cui scheda di sottoscrizione abbiamo accennato; si da costituire mi vero scàndalettoète éimostrò quanta gelosia e quanto malumore covassero eli*animo di pareec-h'l a- gli esuli segnatamente nei riguardi di colui che per le sue qualità ed il suo ingegno si distin­gueva già dagli altri e per il. suo carattere reciso e sdjpStì.aÓ non mi­surava sempre le .offese, che inferiva a quelli dei; suoi compagni di mi­seria, che non stimava suffidentemente.
Appena sceso, di carrozza; a Torino, quel giovincello eatanese che Pietro Marano aveva tanto raccomandato al Pilo, Abramo Vasta Fra-galà emetteva giudizi su ognuno che imparava a conoscile;: Sèi Car-nazza scriveva il 5 agostou iQ al Pilo: Io, vedi, con quell'uomo voglio essergli vicino quanto più meno è possibile: perchè tutte le