Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1926>   pagina <846>
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Eugenio Casanova
una parola per nessuno, una volta che vedo inquietarsi i miei amici senza alcun motivo...
Francesco Tèra-sona. a Rosalino Pilo
Torino, 29 giugno 1851.
.*. Quanto a Roccella io non lo difendo né l'accuso; ma Amari,
Ferrara ed altri ed altri mi hanno detto avere tenuta in Torino una
condotta esemplare. Egli è poverissimo in uno stato da far pietà: una
minestra è il sostegno suo e della moglie e figlia, lo dice un certo
Di Giuseppe che mi han fatto conoscere qui e che ha coabitato con
Roccella. Il suo passato è spaventevole, secondo ciò che di lui si è
e detto; pure, se il suo interno non è corretto, ha usato modi, come
dicono, che qui niuno parla male di lui. Certo egli non può conten-
tare dal lato di una educazione giusta, perchè non n'ebbe alcuna.
Ma di cattive azioni non gliene vengono imputate. Ma basta su questo
doloroso argomento sul quale mi chiamasti dicendo vedi un pò che
brutta raccomandazione! parlandomi di voti che Roccella voleva pro-
curarmi .
De Pasquale al Pilo
Torino, 30 luglio 1S51.
,..Se qualche parola ho detto 0 scritto per lui è stato nel solo intento di togliere il sospetto che fosse spia, come alcuni vorrebbero: e ciò perchè in coscienza mi costa di non essere stato tale. Durante il tempo della ristorazione borbonicatfecui io mi trovava in Palermo, fui testimonio per confidenze fattemi da persona degna di fede, delle persecuzioni della polizia a suo carico... ed ho aggiunto solamente Che in Torino, come costa a tutti i buoni siciliani, non ha dato motivo di riprovazione. E me ne appello ad Amari, Terasona, Ciaccio ed altri d'illibata fama. Ecco tutto... Tu ora :-ac<sèm a fatti e docu-4 menti che son bastevoli di per sé stessi a rendere odiosa la loro pri- vata condotta. Ed io che innanzi1 alla suprema autorità dei fatti e dei documenti chino rispettosamente il capo, mi unisco alle tue giuste recriminazioni, e ti prometto che non pronunzierò più sillaba e li calcolerò per quanti valgono costesti miserabili e dispregievoli esseri della società .
Il magistrato provvisorio continua. ty Crispi fece [13 giugno] gl'inviti ai soci fondatori ed ai già componenti la Società delle Due Sicilie per nominare I membri che avrebbero dovuto governare la So- cietà nuova.