Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1926
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pagina
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847
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M Comitato cffltrafo mciliatio di Palermo (184.9-1852) 847
In quel giorno [19 giugno] dopo) un invito apocrifo, che girò per tutta kj.eittài SYfevèasero molti romani, molti napolitani, molti della Lombardia e del Veneto ; Siciliani furono i due Roccella, De Frandsci, Di Gùiseppe- ifcon aititi due 0 tre amia" loro, ai quali si unì Scelsi da oratore:* ifr)? indivìdui tutti che non avevano diritto ad intervenire, perchè, giusta gli articoli e 7, non si poteva esser so- ciò effettivo se non era provata la emigrazione politica e se non si era ammessi a squittinio segreto.
Scelsi, che fu il principale oratore, e poscia Di Giuseppe parla- rono, insistendo ad essere ammessi anch'essi a votare. Si fondava, portando per documento una nota, in cui essi si erano firmati quali azionisti e vedi cosa speciosa! con loro erano firmati i Éje della Crote, che prima si erano rifiutati.- La loro ragione era insussi- stente. Si può essere azionista e non socio, tanto che, giusta l'art, 3 << num. 2., possono essere azionisti i non emigrati, e, giusta l'art. 7., per esser socio bisognava esser ammessi a squittinio segreto. Questi motivi furono detti dalla Commissione provvisoria agli oratori; ma non per ciò cessarono d'insistere nei loro reclami. Degli italiani delle altre provincie o nessuno parlò,: chi parlò s'intrattenne di cose in- cidentali. La lite, però;, finiva con l'appello nominale e la nomina della magistratura. Allora la folla scomparve; e tutto tornò in pace . L'affare qui fu narrato e ripetuto con maraviglia, massime che mol- rissimi romani e veneziani e lombardi, ch'erano nella loro condizione, non si mossero. Io non potei evitare quella scena, perchè sono antì- patico a codesti signori; anzi mi sparlano e mi trattano peggio che nemico. Uno dei Roccella ha ragione: perchè io per incarico tuo e di Luigi prevenni quanti individui potei, onde lo sfuggissero. Gli al- tri han torto : perchè a taluni ho fatto del benej ad altri non ho fatto certamente male. Non avrei voluto che il fracasso si fosse pubblicato nei giornali. Remolino ha fatto una solenne coglioneria. Vedrai che ne diranno VArmonia di Palermo e gli altri giornalacci di Napoli (2)!
Mi si dice , specificava nella sua del 2 luglio, che i siciliani, reclamanti, gridarono, prima di quel fatto e poi, contro di me, la- gnandosì di non aver io loro comunicato a tempo lo statuto. La la-<< gnanza mi fa ridere. Io non ini avvicino mai a questi signori. Di Pasquali li vede tutti per appetito di popolarità. Perchè quindi a me la colpa? E, poi, eravamo quattro i siciliani intervenuti alla compi-
(1) a6 giugno 1851.
(2) 26 giugno.