Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1926
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848
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848 Mugenifr Casanova
lozione dello statuto : perchè dunque io solo colpevole? Il motivo è chiarissimo: Roccella e compagni solo verso di me vogliono eserci- tare la loro maldicenza perchè non li vedo, <e' non voglio vederli .
Queste accuse, difatti, come tante afta insinuazioni sull'attività della Società delle Due Sicilie-, sulle prepotenze immaginarie del Comitato provvisorio della nuova Società dell'emigrazione italiana* presieduto da G. A. Romeo, già prim :sia durante la movimentata seduta del -J giugno, compariscono in una esposizione dei fatti mandata il 26 giugno da Francesco Terasona e Francesco Paolo Ciaccio a Luigi Orlando, come a uno degli intervenuti alle prime sedute del Comitato provvisorio. Siccome, nella sostanza, non modificano la narrazione del Crispi, alla quale ci siamo attenuti, non stimiamo opportuno riportarla. Tutta-1a, osserviamo come da quegli evènti, da quelle accusa da quelle insinuazioni sarebbero state da aspettarsi altre conseguenze poco piacevoli sia in seno all' ufficio o magistratura* come dice il Crispi, definitivo della nuova Società, sia nei riguardi di alcuni membri della emigrazione.
Le une e le altre furono, per fortuna, evitate dalla prudenza dei più savi.
Ad iniziativa specialmente di Francesco Saverio Rivarola Roccella, Francesco Terasona, per quanto restio a immischiarsi in simili faccende e tutto compreso dalla necessità di provvedere all' urgente sostentamento suo e della famiglia, venne indotto ad accettare l'elezione unanime fatta il 18 giugno di lui come rappresentante dei siciliani presso la nuova Società. Fui costretto scriveva, il 29 giugno, a Rosalino Pilo che se n'era rallegrato con lui, dopo varie istanze accettare, per evitare gli scandali, che si potevano commettere dopo quella porca pubblica- zione di cui diremo ot ora fatta sul giornale Italia *<? Popolo, e V idea di tener soggetti quelli che avrebbero potuto render disturbo alla iniziativa della Società italiana. Sono riuscito in tutte e tre le vedute.: ici'oè, non ho fatto parlare, nè'jEfl è parlato di conti, ed io << so perchè non si doveva e poteva; non Vi fu disturbo per parte di alcun siciliano nella riunione e la opinione pubblica qui, quella degli uomini puramente buoni e italiani, lo va predicando; non si è scritto per evitare scandali, poiché non dovea uscire dalla famiglia la insulsa pretesa e questione etc. etc. della Società, ossia dei suoi promotori. Raggiunti questi fini, la sedicente, ridicola e sciocca mia rappresen- tanza, alla quale non so tu come dai importanza, è da me rassegnata : il che farò domani 30 giugno , non senza protestare ch'egli non ha nulla che vedere :0oJ Roccella : di cui però Emeri co Amari e il Ferrara lodavano la condotta dacché era emigrato.