Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1926>   pagina <849>
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Q Comitato cetfimle siciliano dì Palermo (1849-18,52) 849
Nel riguardo dei membri della emigrazione, la protesta degenerò in. bandaio, presto attutito dalla prudenza di coloro che risiedevano a Genova. Occasione propizia vi diede l'inserzione nel giornale di Ge­rolamo Remorino Italia Popolo del 23 giugno, di una corrispondenza da Torino, che, facendo il resoconto della seduta dell'assemblea della nuova Società del 19 giugno, metteva in .rilievo.- la poco opportuna in­sistenza dei siciliani per essere: ammessi alla votazione, e lasciava quasi sospettare che li jieva autori della circolare apocrifa accennata anche dal Crispi, diffusa per chiamare a raccolta tutta l'emigrazione.
Quel gruppo dell'emigrazione siciliana, che si sentì colpito, insorse ed incaricò il Terasoraa e il Ciaccio di scoprire il nome del corrispon­dente, non certo per premiarlo. Ed essi si rivolsero il 26 a Luigi Or­lando. Ma prima di loro era stato sollecito a correre ai ripari Rosalino Pilo; il quale, sin dal 23, aveva ottenuto dal Remorino la sconfessione della corrispondenza in una dichiarazione da lui stesa e che com­parve la sera stessa nel giornale. Sicché l'Orlando ebbe bel giuoco, il 27, a dichiarare estinta ogni ragione di litigio dopo quella pubblica­zione, segnatamente pensando che il Remorino aveva accettato in piena buona fede la corrispondenza e l'aveva stampata senza neppur leggerla, come poteva testimoniare il De Pasquale, ch'essi frequentavano. Del re­sto, soggiungeva, la colpa, più che degli altri, era di loro, protestanti: poiché l'affare non sarebbe cosi riuscito se tu, Ciaccio, e gli altri che formavate parte della primitiva riunione, aveste parlato a nome dei siciliani, e non fatto parlare, invece Roccella, Di Giuseppe, De Francisci e compagni. In simili occasioni i buoni non devono rinia- nere in silenzio.... Mi risponderete alla mia riflessione che non an-< daste perchè non invitati. Ma io credo che per ciò appunto era magior dovere impadronirai di ciò, che si voleva fare, ed il diritto non man- cava, essendo azionisti;;, ' così si sarebbe evitato di far parlare uomini che per relazioni, istruzione e tutt'altro non potevano rappresentare la emigrazione siciliana .
L'accenno dell'Orlando alla notizia, che il De Pasquale aveva della corrispondenza prima della pubblicazione, ripetuto a quest'ultimo e forse contestatogli dal Pilo, valse a Rosalino un solenne rabuffo dal suo corrir spondente, non molto propenso a ricevere lezioni. Pare, anzi, che Rosa-lino sospettasse che l'articolo fosse stato accettato in buona fede dal Remorino sulla parola del pubblicista Zagnoni, che in quei giorni per l'appunto era giunto a Genova raccomandato al Pilo e agli altri dal De Pasquale. Punto sul vivo, il De Pasquale ribattè che, caso mai, la colpa dovesse essere condivisa dal Pilo; il quale era, non meno dello Zagnoni,