Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1926>   pagina <856>
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Eugenio Casanova.
Avrei tanto e tanto da dirti, ma non posso tanto affidare alla penna. Ti dico che qua si è fatto un comitato e ci siamo messi in relazione con Mazzini, da cui attendiamo risposta, ad onta di mille attraversazìoni di coloro che da noi meritano lo sputo del disprezzo e l'abbominio del paese : miserabili avansi dell' intrigo, delle rapine, del disonore, oramai pur troppo noti!
Se vorrai copia del Programma del Comitato te lo farò giun- gere con molto piacere. I nostri lavori si fanno non con la maggio- ranza dell'emigrazione perchè rappresenterebbero le iniquità e le fecce del nostro paese, ma ben sì dalla riorrione degl' uomi probi di fama e di buona opinione che lasciarono nel nostro Paese. Qualunque al- tro elemento sarebbe pericoloso, sfiduciante e reazionario. Noi si sia- mo buttati nel rivoluzione per il solò principio della libertà, altri fra noi per il particolar guadagno e la licenza; onde noi ritorneremo a perdere tutto, anche la vita, altri mirano alla novella tresca, all'am- Dizione ed al profitto; noi all'esilio siamo privi di tutto, ed altri mi- serabili or si vedono spesare le somme della Sicilia e quattro anni addietro viveno nella miseria e nel disonore !
Caro Rosolino, perdonami lo sfogo all'amicizia, al compagno di sventura, a modello dell'onore come sei tu, perchè voglio dirti che i martiri della libertà siamo quelli che abbiamo fatti sacrifizi e non quelli che vi hanno guadagnato. Ti prego di dire tante cose per me ad Errante, ad Interdonato, a Lamasa, a Cipri* a Privitera, a Berto- lani, a Iacone ed a quanti ci rassomigliano. Ti abbraccio con tutto cuore e credimi augurandoti saluti e fratellanza.
Malta, Floriana, li 22 ottobre '5,1.
Tuo TOM MASINO MASARACCHIO JACOSTE
Ti satutàno Mariano e Francesco Paolo Gioeni ed altri.
Al cittadino Rosolino Pilo giorni .
E come conseguenza il Friscia scriveva a Rosali no da Parigi, addì i luglio 1851: Ieri ricevemmo un'altra lettera da Malta da' nostri due corrispondenti. Bianchini si è diffinitivamente rifiutato, anche con modi affatto indegni, ad esser nostro corrispondente. L'abbiamo so- stttuito eon uno de' -tuoi cugini Gioeni . Non so capire come '* Pippo, che è stato incaricato di questa vergognosa faccenda,, non se 4. n'abbia dato alcuna briga s'inora. Avrebbe dovuto farlo subito in modi forti. Sentiremo! *