Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1926
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857
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// Comitato centrale sUiìwno di Palermo (rSfp-rSss) 857
Con eie essi vennero ad indebolire la compagine della emigrazione siciliana e ad istillareustPanimo dei buoni il dubbio se mai la democrazia in generale e quella italiana in particolare potesse sperare di conseguire qualche risultato utile dalla sua continua agitazione ed indisciplina; o se non contribuisse piuttosto alla propria sconfitta e al trionfo dei partita meno ardenti, ma più positivi.
Infine, per terminare l'esame delle condizioni, nelle quali era chiamato a lavorare il Comitato di Parigi è necessario tener presente lo stato politico della Francia in quell'anno 18,51, che i partiti estremi si compiacevano a raffigurarsi come la vigilia del giorno, in cui sarebbe in qualunque maniera scoppiata quella conflagrazione, che avrebbe dato modo all'Italia d'insorgere e di risorgere.
Luigi Napoleone Bonaparte avviavasi risolutamente al consolato e, per esso, all'impero, pon ostante tutti i discorsi, tutte le dimostrazioni, le minacele delle opposizioni di sinistra. Temevasi sempre qualche eccesso da parte della plebe in occasione di ogni cerimonia o rivista militare, in cui intervenisse il Presidente della Repubblica, di ogni viaggio, che intraprendesse; Ma la forza e l'astuzia, come sempre e da per tutto, calpestavano col diritto ogni velleità d'insurrezione; ed imponevano alla plebe assai maggior rispetto che non le chiacchere, le concioni, e i conciliaboli, coi quali gli uomini di'sinistra tentavano di reonimuoverla.
Sentivasi nell'aria che solo un colpo di Stato avrebbe risolto la questione* Se non lo (avesse fatto Luigi Napoleone, lo avrebbero compiuto con non minore violenza le opposizióni* Non trattavasi ormai più che ài arrivare primo; e la polizia del Bonaparte era tutta diretta a conseguirne la palma.
Nei riguardi degli stranieri il Governo non si dipartiva dalla solita linea di condotta, anche se la seguisse allora 'più rigidamente 2 ne tollerava la presenza, purché non s'immischiassero nella politica interna; e, in quanto; all'estera, si astenessero dal provocargli rimostranze e sospetti, dal creargli imbarazzi di qualunque genere.
Ciò nondimeno,. e conventicole degli esuli, il loro intervento a riunioni in casa di notabilità dell'opposizione, come, ad esempio, Vittor Hugo, i loroconvegni-in botteghe da caffè o altri, luoghi pubblici continuavano frequenti; , quantunque sorvegliati .spesso disciolti, anche con agresti in massa non cessavamo,,, né tcennavaiio a cessare.
Anche gli esuli, però, si perdevano in chiacchere, correndo, sperando dietro lusinghe che non potevano verificarsi, nò si verificarono m effetto.