Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1926
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pagina
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865
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// Comitato centrale siciliano di Palermo (184.-12) 865
L'emissario piemontese, cui accenna il Friscia, era quello stesso che faceva sospettare al Carnazza che Mazzini è nelle granfe di uno di tal partì;t07 k piemontese sconosciuto finora . Ciò non ostante, il Carnazza stesso derideva colorò i quali si: lasciassero prendere all'amo della politica piemontese, che non avrebbe risolto nulla, né fatto nulla.
Invece il Friscia si stizziva dell'attività dei moderati siciliani (26 agosto '51): Mentre noi, che ci chiamano odchiamiamo esaltali spinti ecc. ce la passiamo chiaccherando vanamente, le malve vanno avanti, fati-<< cando operosamente e con ammirevole attività... Mentre noi ci laceriamo a vicenda e non sappiamo ne anco accordarci per cose di cui non do- vremmo occuparci, perchè, ad ogni modo, non dipenderanno in ultima << istanza da noi, ecco cosa fanno le malve: Forti di quella gran coglionata delle lettere di Gladstone e delle dichiarazioni di Palmerston, fanno cor- rere delle lettere per tutta Italia, colle quali, spingendo le popolazioni alla rassegnazione ed alla pazienza, le assicurano di nuovo della pro- tezione inglese, per la quale dicesi che otterranno quelle oneste libertà, << che sole son convenienti all'Italia. Bada che ti parlo di cose positive! Ci hanno lettere, che ho viste e lette, di uomini influenti, disgraziata- mente, ed intrigantissimi, che assicurano che delle forti pratiche si sono intavolate con Inghilterra, anche per mezzo d'inviati scambie- voliy onde Napoli torni al 14 maggio 1848. Da Sicilia, ove non si è mancato di scrivere e di far giungere molte lettere, ci pervengono notizie che ivi si parla delle lettere di Gladstone con tanto entusia- smo... Non puoi credere quante lettere si fanno correre in questo <c momento dagli uomini di quel partito. Da Ricciardi si è arrivato a scrivere impudentemente una ad uomo dei più irremovibili repubbli- cani, dandogli del testardo, dell' inconsiderato, del nemico d'Italia. I nostri, che prima contradicevano quel che noi dicevamo sul buono spi* rito del popolo di Sicilia, or lo vanno essi magnificando nel senso loro .
E il 27 luglio Giacinto XSarinl, = di cui il Friscia aveva scritto il 2 luglio: all'inserzione di notizie nella stampa parigina chi vuoi che ci pensi? Solo Giacinto, che non manca dì volontà ma ha delle oc- cupazioni indispensabili per lui che lo assorbono per la più parte dei giorni osservava al Pilo : Dalla parte nostra, mi pare si faccia 4 nulla; e si dovrebbe e si potrebbe fare moltissimo,
In Italia noi lasciamo esistere ancora gì' inconvenienti, che al '48 e '49 furono la vera ragione della nostra caduta; e questi incon- venienti, che allora eran naturali, oggi, non dovrebbero più esistere a in presenza di una emigrazione tanto numerosa e col vantaggio di a trovare in tutto il Piemonte la libertà necessaria per combatterli.