Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1926
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pagina
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875
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// Comitato centrale siciliano M Palermo (1849-1852) 875
Te ne éiro la ragione. Sappi chei Sb1 sono sempre quel tale Abramo di Genova, franco e leale; Queste linee tì prego ferie leggere sola- mente a Luigi [Orlando]: perchè senza offendere alcuno, vi credo ita- liani nell'anima. Ritieni la massima, earissun.0-Rosolino., che le carte restano e le parole fuggono. Comi tale; conserva sempre le carte. Questo linguaggio è troppo biblico. Per ora, non mi conviene emet- tere opinione di sorta veruna su. qualched'uno.
Carini è un eccellente giovane, pieno di fede e di attività. Se avesse un carattécfe un poco più ferreo, ti assicuro che varrebbe raol- rissimo. Pure, per me, replico, è giovane eccellente, e dee essere sia- mato da tutti i buoni. Siamo quasi sempre insieme .
Altri giudizi troveremo, più tardi, riportati nelle lettere dèi Friscia, che non ripetiamo per brevità, affine di poter concludere che, con tanta diversità di sentire,- anche la semplice apertura delle riunioni del Comitato diventava un affare difficile.
Eppuréjj si addivenne a quest'apertura. Ma dei cinque eletti solo tre erano, in febbraio, a Parigi, né saperi nulla ancora delle ultime deliberazioni del Milo Gugginomine dell'arrivo di Saverio Friscia. Ciò nondimeno considerandosi* vgÉBg .erano effettivamente, maggioranza, ritennero di agevolare le discussioni future, procedendo, intanto, ad uno scambio di vedute sui vari problemi, che si presentavano loro, non ultimo quello, allora scottante, della rinunzia ai denari del Bombay, che yociferavasi i Commissari, principe di Granatello e Francesco Scalia, erano propensi a fare in favore del Governo borbonico; e del riea* pero delle somme della rivoluzione, depositate in mano di Salvatore Ca-stiglia, del barone Friddani e altri (iWSu questioni M. tal genere non
(1) Le riluttanze dei depositari a restituire quei ricuperi., come L'arrende-volezza dei Commissari depressero il morale degli esuli. W sono prova le sé> guenti lettere del Teraspna al Pilo :
<< Torino li 9, (anzi 19) aprile 1-851. Mio caro; Rosolino,
Ricevei con piacere la tua del 15..*
Mi duole positivamente che dal tanto peso a taluni fatti che nell'attuale momento di transazione per la nostra Patria, anziché male, per me fanno bene, per le maschere che a giorno a giorno vanno giù. Non potendo dirigere flè le opinioni né la condotta di taluni, lasciamo che corrano a iortfalento. Spe- riamo che sii.no fermati a mezzo cammino ed allora, cioè quando il dritto avrà rimpiazzato la forza, allora poi tanto, possiamo dir loro = voi teneste tale strada, vedete ov'essa vi condusse etc. ma per ora notiamo rtutto ; e avanti...