Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1926
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pagina
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881
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// Comitato centrale siciliano di Palermo (1849-1852) 881
al mutuo che si trovino èostì. Domandate a ciascuno di loro una procura ad hoc in persona di colui che vi faremo conoscere tra due 0 tre giorni. Impiegate questo intervallo a trovare le persone disposte a compiere questo dovere verso la Sicilia Mtità l'Italia. Pensate e ri- cordate a tutti che forse entro un anno tutta l'Europa sarà sossopra, e T Italia si troverà con le ai-mi alla mano. E tollerabile di dare al k nostro nemico una fregata a vapore di più e una grossa somma di danaro di più, togliendo l'un.a e l'altra alla causa della rivoluzione? << Non è necessario dir altro. Fate come se fuori di cotesta città non 4 si trovassero contribuenti del mutuo disposti a dare il nome per questa santa causa: perchè in Parigi noi non pensiamo di trovarne, e se la speranza fallisce anche costì il Bomba avrà vinto anche questa volta.
(aut.)Bfè. CARINI
A. VASTA FRAGALÀ M. AMARI T. LAUDI
20 aprile 1851 (di mano del Vasta). Fratelli,
II silenzio che finora à serbato il Comitato può in certa guisa M sembrare scandaloso; pure, meditandovi sopra, non si deve accagio-<t nare ad altro se non che all'esame esatto e scrupoloso che la natura di taluni atti richiede. Eccovi in iscorcio i fatti da' quali ne rileve-<c rete chiara la ragione per cui non vi abbiamo dato prima d'ora con- tezza di tutto.
Come certo saprete, dietro l'atto di elezione, il signor Milo in
4 data 16 marzo 18 cinquantuno avanzò la sua rinunzia, allegando
che circostanze imperiose non gli permettevano di accettare l'incarico*
Allora, considerando attentamente le ragioni prodotte dal Milo, non
j<< potemmo fare a meno di accettarne la rinunzia. Intanto non potendo
e non dovendo per tutti i versi restare inoperosi pensammo, d'accordo
con gli squittinatori di Genova, invitare a far parte del Comitato il
signor Abramo Vasta Fragalà, il quale si ebbe un voto meno del
signor Milo, come risulta dagli atti, che oggi trovansi in nostro potere.
Superato questo ostacolo ci siamo messi all'opera, cominciando a
U discutere il Programma, e finalmente dopo non poche discussioni,
abbiamo adottato quello che, in un momento in cui dobbiamo comin-
dare per quanto più si può uniti e compatti, il meno ci divide.
Il motivo per cui non l'abbiamo ancora pubblicato egli è perchè ne abbiamo spedito una copia al compagno Friscia: che fra giorni