Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1926
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pagina
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884
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884 Mtgmfr Casanova
Dirigete le lettere 1 convenuto nome del signor Benvenuto Siat*- gianni, Londra; acchiudete poscia la lettera in un/altiraad uno di noi. In tutti casi che una di quéste! Ìtètcre cade nelle mani della polizia si accre- diterebbe sempre più l'idea die il Comitato Siciliano risiede in Londra*.
Parigi, Si aprile ISÌ Mio carissimo Rosolino,
Le tue del 31 marzo e 5 aprile, l'ultima delle quali col signor Ballinato, sono giunte con un certo ritardo: però l'indugio con che le riscontro non è tutto a mia colpa, o per dir meglio non è tutto
* cagionato dalle tante seccature e dai centomila impicci che mi tor-< mentano e che io riesco a vincere, almen finora. Per ,rti, poiché ci siamo, in brevi cenni la storia di essi, che pregai sin d'allora Giovan- nino e Vasta di scrivervi per la vostra intelligenza costì, io e gli al- tri quattro concittadini, di cui conoscete i nomi, fummo dai ministri di Napoli e Toscana e dal nunzio del piissimo Pio IX denunziati al Governo francese come cospiratori contro la tranquillità dello Stato. Visite domiciliari, ricerche nelle nostre povere stanzuccie d'armi e <t munizioni di guerra*, sequestro di tutte le nostre lettere di famiglia, << giornali, fatture della locanda e riconoscenze del monte di pietà, d'onde va e viene spesso il nostro orologio, per coloro che lo posseggono ancora, già s'intende! dopo tutto questo fracasso, ordine di partire comunicato a me, a Mazzoni e Pianciani, e pronto a communicarsi a Montanelli e Cerauschi. Ma l'indegnazione del
* paese si levò contro quell'atto, e ognuno di noi trovò gagliardi di- fensori che riuscirono presto a spuntare le armi dei nostri accu- satori. E quel che più è, siffatta razzia non ebbe altro effetto che di provare alia stessa polizia francese come costoro sono vili e ridicoli anche calun<ni!anda. Io ebbi in questa occasione carissime prove di affetto di molti uomini, la cui amicizia mi mette1 orgoglio, quanto le persecuzioni di re Bomba e di tutti i suoi emissari mi onorano. Ebbi anche la soddisfazione di poter fare allo stesso M.r Carlier la mia professione di fede, in una lettera che dovetti scrivergli e che ridu- eevasi a questo: esser mio fermo principio di rispettare l'ospitalità che ricevo in un paese straniero e di tenermi lontano da tutto ciò che riguarda la sua polìtica; esser mìo dovere, mio bisogno di pen-
* sare al paese mio, di aver fede nel suo avvenire, di sperare che l'Au- stria ed ogni altra dominazione straniera sgombri al più presto dalle nostre terre, che il re di Napoli paghi tutto il sangue chiia spar- gere e tutte le scelleratezze che .commette; e ohe di queste speranze,