Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1926>   pagina <888>
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Mingendo Casanova
rettamente o indirettamente ad altre nazioni, appunto perchè sono state divise tra loro. Finché il saranno, rimarranno inferiori alle altre nazioni, rimarrano deboli al di fuori e misere al di dentro, prive di e libertà, di sicurezza, di prosperità materiale, di mora! dignità, di svi- luppo intellettuale, di tutti i più preziosi doni dell' umano inciviìi- mento, né virtù d' uomini né d'istituzioni le potranno mai sollevare.
Questa verità, predicata invano per tanti secoli dai più eletti ingegni italiani, penetrò alfine nelle masse e fu confessata nel 1848 da tutti i popoli, che abitano dal Lilibeo alle Alpi, che volevan ri- parar l'error dei padri loro, ma non seppero spezzare i legami, che << li tenevano disgiunti l'uno dall'altro, e però non valsero a mante- nere la libertà conquistata e ricaddero ad uno ad uno. Sì, v'ebbero << nella passata rivoluzione errori degli uomini chiamati al Governo, v'ebbero errori e colpe di tale o tal altra classe, ma non fecero che acceUerare la caduta, non furono che cagioni secondarie, nate anch'esse in parte dalla divisione dei popoli italiani : perocché 1' unione insieme colla forza materiale accresce le forze morali, aumenta il numero delle capacità, ingrandisce la mente collettiva de' popoli.
Indi è che tutti gì' Italiani o novantanove tra cento son di accordo ormai sul principio dell'unione e non disputano più "che dei modi; gran passo che assicura all'Italia un sistema politico conforme al fatto naturale della nazionalità, lo rende praticabile, necessario, ob- bligatorio e condanna ogni opinione contraria, se pure questa pw- tesse esistere altrove che alle corti del Papa e del Borbone.
Or, la Sicilia à provato quanto alcun altra provincia italiana i mali della divisione di tanti secoli addietro, e li ha provato e prova dopo il 1848; la Sicilia sa che è italiana e non vuol essere né Fran- cese, né Inglese, né Tedesca, né Russa. Il Comitato non presume né interpreta, ma ripete Jitteralmente un voto della pluralità dei Siciliani, dicendo ch'esso rinunzia alle forme tradizionali die tenevan divisa la Sicilia dalla Patria comune, ossia dalla universalità dei popoli di lin- guaggio italiano. Il Comitato non intende pregiudicare la quistione del fatto nazionale italiano, se debba essere Unitario o Federale. Non < ostante i dispareri, che vi hanno su tale argomento tra gli uomini * politici deli' Italia-, il Comitato crede che la quistione stia più nelle parole che nei fatti, più nelle forme esteriori che nella struttura del- l'edilìzio della Costituzione Italiana; perchè le due opinioni contrarie convengono anche oggi nei due punti principali, cioè che debba pro-4 cacciarsi da un lato la maggiore finità d'azione politica militare e