Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
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1926
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892
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892 Eugenio Casanova
denza al federalismo intransigente, devotissimo al Mazzini; nemico acerrimo degli ministeriali cioè degli Stabiliani, del La Farina, contrarissimo ai monarchici ai piemontesi In particolare, acuto, ma piuttosto passionale, ,-mpma di cospiratore e- ribelle in atto di evolversi verso opinioni sempre più accese. Per i punti di contatto, che nel contrasto dei loro caratteri si rintracciavano, si legò di simpatia col Carini, e anche se in molti casi opinasse in modo diametralmente opposto a quello del collega, sempre gli rimase amico.
Subì fortemente l'influenza di Tommaso Lahdi che per lui divenne in breve un oracolo; e pur rimanendo mazziniano, si spinse sempre più verso il federalismo intinto di socialismo. Ciò che lo strinse maggiormente a Giovanni Interdonato; il quale, ripetiamo, lasciava volentieri persistere sotto le parvenze obbligatorie unitarie le sue sim-? patie per il federalismo, e più Volentieri vedeva sfaldarsi la compagine mazziniana.
Per contro, il Friscia non aveva simpatia uè per f Amarti, né per il Vasta ch'egli considerava come avversari da debellare. Ne aveva sùbito acquistato scarsissima per il Comitato, che l'aveva strappato alla sua professione, alle sue amicizie e che egli presto ritenne inutile e incapace di risolvere qualunque questione.
Con queste idee pel capo, egli diventava per forza il critico del Comitato e il referendario di tutti i guài del medesimo, di tutte le colpe dei suoi membri, di tutta l'inanità degli sforzi suoi e di tuttg le altre associazioni Vi ha già in potenza in lui quel qualche cosa di anarchico che lo spingerà oltre il socialismo.
Ora, non può negarsi che la presenza di lini in seno al Comitato ne peggiori le condizioni e ne precipiti la crisi. Egli si unisce al Landi, col quale vota sempre; Contraddice [costantemente f Amari e il Vasta, fuorché si richiamino al Mazzini, e perciò rende più laboriose le sedute, meno concludenti. Tutto ciò che fa ora il Comitato non costituisce se non un insieme di vane discussioni. Le poche questioni pratiche, come quella della lettera a Salvatore Castiglia, hanno il loro addentellato nelle deliberazioni antecedenti al suo intervento.
Contrariamente all'opinione del Carini, il Comitato aveva comunicato il Programma al Mazzini e alile varie Commissioni' gcutive. Suscitò da per tutto un corodii .riprovazione. A Genova, letto iin una riunione dell'emigrazione, fu trovato dal marchese di Tjorrearsa e da Benedetto Sav stiglia non! corrispondente alte loro>"Me*K IMi. fondendo perrtti mosse delle osservazioni*; .che ftìifono' pesto scanfèssate dai suoi altri due compagni della Commissione genovese, Luigi Orlando e Rosalino Pilo.