Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
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1926
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Eugenio Casanova
E il i agosto: Mi si iyyerte che io vi scriva che se mai poteste pensare a far publicare il Programma ìù qualche giornale di code- sta, facciate mettervi un <m manda da Londra per isviare le fiscalie di questa polizia .
Di modo che, nella mente del Mazzini, il Programma non era più esclusivo per il Comitato siciliano di Parigi, del quale trattiamo, ma di tutte le altre associazioni democratiche, che a lui facevano capo, dal Comitato italiano, in cui era il La Farina, agli altri. Il che conferma il nostro asserto intorno al suo desiderio di ricomporre 1' unione del partito, non ostante le differente di forma e di manifestazioni.
Il Programma comparve nell'Italia e Popolo. Vincenzo Errante e Michele Bertolami, che villeggiavano allora a Monte Allegro sopra Rapallo, scrivevano a Rosalino il 3 agosto: Mi aspetto, per ora, una polemica violenta di taluni giornali, e precisamente del Risorgimento, e forse qualche cosa di peggio: con qual profitto, Dio sa!... Pazienza! e vi erano essi stessi poco favorevoli.
Rispetto ai denari, affidati durante il periodo della rivoluzione, al principe di Granatelo* e allo Scalia, a Salvatore Castiglia, al barone Friddani e ad altri, tutte le pratiche per riaverli, compiute dal Comitato, dalla Commissione di Genova, dai Mazzini e dai suoi avvocati, fallirono miseramente. I Commissari di Londra non recedettero dalla loro transazione, e il Comitato, per bocca del Friscia poteva pur dire il 14 luglio : Stiamo redigendo una protesta, perchè sia publicata, pel fatto de' Commissari di Londra, che manderemo fosse firmata da tutta l'emigrazione. Qui non sarà firmata da Beltrani, Agnetta, Tor- remuzza, Sant'Elia e da qualche altro. 1 Commissari stanno pubbli- cando un rendiconto ed una giustificazione ; denari, doveva deporre la speranza di prenderne.
Il Castiglia, rispondeva bensì* come si vede, all'ingiunzione; ma in modo tale da togliere ogni dubbio sul suo rifiuto. E cosi tacevano il Friddani e gli altri.
Sicché il Comitato dovette cercare altro modo di avere le somme necessarie per potere operare senza dipendere costantemente da Londra e d'altrove; 'jp ebbe, suggerito da Tommaso Laudi. Dopo discussione, accolse la di lui proposta d'invitare tutti gli esuli siciliani a contribuire alla costituzione presso ogni centro; di un comitato di soccorso degli emigrati poveri siciliani, che vi risedevano,;; e ad aeeonsentire sul contributo il prelevamento del terzo per le spese del Comitato generale siciliano .
(Continua}