Rassegna storica del Risorgimento

TUNISI ; CAIROLI BENEDETTO
anno <1926>   pagina <898>
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3g8 Varietà, di pagine sparse
rivo, senza pretesto plausibile d abbandona. N ei' abbandona solo, ma strascinato da consigli pessimi cpanto; stupidi eccita la guerra ct- vile. Il paese è minacciato siagli orrori del comunismo, e della itiva- p?w? straniera. Io non ti chiamo con la voce mia, ma ti dico, m.e.t- titi una mano sul cuore, e senti il palpito dell'onore, e della Patria. Leopoldo ! Io V ho servito, te lo giuro, fedelissimamente; io intendevo a farlo Principe grande, ma egli su l'anima di mio padre, si è cou- dotto meco in modo., :.cte <non so dire quale, e per me importerebbe poco, ma con la Patria con la terra dei nostri Padri in maniera in- degna. La massima parte dei soldati qui giurò, giurarono a Pisa, a Livorno, a Portoferraio a Piombino ecc. Ricorda che lo giurarono allo Statò; lo Stato rimane, e il Principe non fu dichiarato decaduto. li giuramento sta, e le fucilazioni una volta usavano. Addio.
Amico GUERRAZZI
Benedetto Cairoti e l'impresa di Tunisi. (EVELINA MARTINENGO CESARESCO). Subito dopo la presa di Tunisi dai Francesi gli amici di Cairoli sapevano bene che egli si sacrificava piuttosto di rischiare la rottura colla Francia che avrebbe potuto avvenire se tuttala verità fosse rivelata. In un libro stampato nel 1890, io dissi: Cairoli cadeva dal potere per non dover fare spiegazioni ine avrebbero reso ancor più amaro lo stato del sentimento fra i due paesi . È certo che altri avranno pensato ed anche dettò lo stesso ma c'era allora e forse; i-llfs ancora una mania di dir male dei connazionaM
È strano, però, che pochissimi sembrano di conoscere la testimo­nianza che si direbbe conclusiva della signora Adam, l'amica intima di Gambetta. Di questa ecco una parte: Si giunse a un momento in cui malgrado le assicurazioni di Grévy, il quale diceva a Cialdini (l'amba­sciatore italiano) che alla .Francia importava di Tunisi meno che di un sigaro, le cose accennarono a prendere ógni giorno più una cattiva piega .
Fino all'ultimo, Grévy e Gambetta cercavano di resistere e autoriz­zavano diplomatici e giornalisti, a smentire nel modo più formale... Gambetta disse Ce 71'est au*une affaire de consuls, voi cambierete il vostro, noi richiameremo Rostan e tutto sarà finito .
Queste risposte tranquillanti erano date dal Gambetta nell'ot­tobre del 1880. Poco tempo dopo .s'inventarono i krumiri. Il Cairoli scrive al Cialdini che tutte le assicurazioni sono contradette dai fatti;