Rassegna storica del Risorgimento
TUNISI ; CAIROLI BENEDETTO
anno
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1926
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pagina
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900
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RECENSIONI
CESARE CESARI, L'Assedio di Oaeta e gli avvenimenti militari del 1860-61, in 8<, p, 195 con schizzi e piani. Ed. Libreria dello Stato, Roma 1926 - L. 12.
Conchiusasi l'epopea dei Mille con la partenza di Garibaldi da Napoli per Caprera, la bandiera borbonica continuava a, pentolare sulle piazzeforti di Ci-vitella del Tronto, eli Messina, di Gaeta, Quest'ultima, che ospitava i Reali napolitani, era la più formidabile di quante fortezze avesse avUiCO) formai ex Regno delle Due Sicilie, sia per la sua posizione topografica, sia pel poderoso armamento di cui era dotata/,, A renderla definitivamente italiana iju incaricato il IV Corpo d'Armata agli ordini del generale Enrico Cialdini Quello stesso che nel passato settembre aveva vinte e sbandate a Castelli dardo le mercenarie poliglotte truppe pontificie del Laraorfciére. obbiettivo però di questo Corpo d'Armata era tutt'altro che facile a raggiungersi, non solo per le difficoltà tecniche che presentava, ma sopratutto per quelle gravissime di carattere politico da cui era coinvolto. Ma il suo comandante, ben noto pei suoi precedenti patriottici che risalivano alla Rivoluzione del 8Jit e per le chiare virtù di energico valoroso e colto soldato dimostrate nelle campagne del 1848-19, del '55, del '59, dopo parecchi mesi d'assedio, avrà l'onore e la grande soddisfazione di far abbassare la bandiera di Francesco li da quel validissimo propugnacolo borbonico.
Lasciate le Marche, ove egli aveva operato e contribuito alla resa di Ancona, marciò coi suoi attraverso agli Abruzzi per riuscire alile .spaile dell'esercito napoletano schierato sulla destra del Volturno, Ma quivi Garibaldi aveva vinto prima che vi giungesse.
Indi, fatta espugnare Capii a da un sti divisionario, ebbe scontri col nemico al Macerone e- av 5. Giuliano: passò poscia a viva forza il Garigliano per installare, dopo VivB combattimento, il proprio1'epfóPiifer generale a Mala di Gaeta, il sobbórgo di quella fortezza.
Dopo le prime disposizioni dal Cialdini date per investire la piazza intimò la resa al comandante borbonico, Ma questi gli rispose chiedendo una proroga ai termini fissati prima di poter prendere trna;souzione di sì grande mamfcrtlo;. Vi fu perciò, dal 6 al 9 novembre, una corrispondenza fra i due eapfravversari. Naturalmente, da parte dell'assediato, queste trattative non avevano altro scopo