Rassegna storica del Risorgimento

TUNISI ; CAIROLI BENEDETTO
anno <1926>   pagina <901>
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che di guadagnar tempo, EgU- sperava un eventuale aiuto straniero dalla Spa­gna o dalla Francia sotto forma d'intervento diplomatico.
A troncare ogni illusione all'avversario, l'assediarne, alla mezzanotte del 10 comandò il fuoco contro l'istmo dì MfonteSéeco sul quale trovavansr trincerate truppe nemiche Sótto k iprMezfoue delle artiglierie di Gaeta. Un. violento com­battimelo ne seguì, ma il ra i borfeouicì sgombratono; Mstintì* ittìeMtìdendos nella fortezza. 's~ "
Ora avvenne che il comandante .di questa fortezza fece chiedere a Cialdini una sospensione dell'ostilità; per: -dar MCÉQ alla Regina madre, alle Principesse reali borboniche, agli ufficiali stranièri ;CÌié' trovavano rinchiusi d'andare a rifiugiarsi nello Stato Pontificio. Ma richiese anche di poter alzare bandiera néra, eo;m*em uso allora, sui ire fabbricai destinati al servizio ospedaliero, perchè la bandiera della Croce Rossa non esisteva allora non esistendo l'isti­tuzione ch'essa oggi rappresenta.
Cialdini concesse ciò di buon grado, non solo, ma spontaneamente auto­rizzò anche d'alzare una quarta bandiera -nera sul palazzo abitato dalla Regina Maria Sofia. Questa, gli fece sapere che sebbene sensibilissima alla cavalle­resca sua cortesia purtufìavià; deIéia. fvece che tate: inatta làìidiréra nera sventolasse non già sul fabbricato da Lei abitato sibbene sul tempio di S. Fran­cesco, monumento nazionale. Naturai mente Cialdini prontamente rispose che .ovunque quella bandiera neutrale fosse stata alzaÉ Je*rebbe Rispettata dai fuo> chi dell'assedio.
intanto un armeggio diplomatico si stava svolgendo da parte della Francia e da parte.della, Sanfia Sede, per trasportare la quistione militare sul campo-po­litico internazionale, evidentemente a. favore della causa borbonica. Per quanto in seguito. Napoleone III e lo Zar avessero consigliato Francesco II ad abban­donare Gaeta, Egli (Ivan si decideva di lasciarla perchè sorretto: dall'animo in­vitto della Regina, gÌOYaissi'Ma ardita ed atdeMè amazzone degna di miglior fortuna. Anzi fece di più : l'ultimo Re di Napoli rivolse in quelle circostanze alle sue trupppe un vibrato ordine del giorno col quale le incitava a difendere strenuamente Vinsegna ;ch? Bgli aveva ereditata da .Carlo III.
Cialdini, dopo d'aver respinta una sortita da Gaeta diretta dal generale Bosco, ricevette in quei giorni da Cavour l'invito di sospendere per otto giorni le operazioni d'assedio per aderire al desiderio di Napoleone III. Ora il nostro generale già irritato :é- si irritava facilmente, data la natura del suo tempe­ramento dei numerosi capziosi impacci, pur conformandosi all'ordine rice­vuto, rispose al ministro che era impossibile fate un assedio in peggiori con­dizioni delle sue .
Ho fondate speranze gli ritelegrafò Cavour che le cose muteranno in meglio? Nuli a meno la esorto a non perdere la paziènza . Il giorno dopo Manfredo Fanti completò le Istruzioni di Cavour col far sapere a Cialdini che Cft tale sospensione d'armi Napoleone HI si riprometteva d'Indurre Francesco II a chiedere un armistizio) e che nel caso ifegìi itìon! ,ìo 'Chiedesse la Squadra fran-