Rassegna storica del Risorgimento

TUNISI ; CAIROLI BENEDETTO
anno <1926>   pagina <902>
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cese stazionaria nella rada di Gaeta a sua protezione avrebbe ricevuto l'ordine di ritirarsi. Ma erano ancorate colà anche dèlie navi spagnuole, con la mede­sima missione che avevano le francesi. A proposito i;éisM'vsi!3.domandò a Cavour come avrebbe dovuto regolarsi, *. Una vòlta partiti i francesi con bella spontaneità gli rispose il grande ministro - - man abbialfe alcun guardo per gli spagnuo'i, colateli a fondo se potete yw
Durante tale" *riv,pensione d'armi ~ sfera nella seconda quindicina di di­cembre si apprestavano da uua parte e dall'altra nuo mezzi di offesa e di difesa. L*8 gennaio 1863 Cavour informava Sflaldial She Napoleóne III aveva, avanzata la proposta, a ,eui dovette a malincuore accedere per ragioni d'oppor­tunità politica, che se i lavori d'investimento della piazza si fossero arrestati, la Squadra francese si sarebbe ritirata lasciando libertà Esazione alle nostre navi per battere Gaeta sul fronte a mare. Contemporaneamente il Re, Vittorio Ema­nuele II, ...ordinava a Ci aldi ni di concedere agli assediati un armistizio dal 9 al 19 stesso mese di gennaio. Naturalmente il Re dette quest'ordine con suo grande dispiacere, ma la situazione lo aveva forzato a darlo. Si tendeva da parte di Na­poleone III a far sì che Gaeta si arrendesse all'Italia non già sotto la forza del suo esercito sì bene per opera della Francia. Non è a dire Mine' tutto ciò irritasse ed addolorasse ìQiàldini nonché lo stesso Cavour ed il Re. Fu allora che il nostro generale, approfittando della giornata che aveva disponibile prima che l'armistizio dovesse incominciare, ordinò che tut-te; le batterie già piazzate bombardassero Gaeta senza interruzione dalle 8 del mattino allei 5 pom, I nostri artiglieri allora compirono miracoli d'energia. La fortezza veniva coperta di ferro, secondo s'e-spresse Io stesso Cialdini. Tale violenta e prolungata azione di fuoco, non comune a quei tempi, impressionò non pure gli assediati ma benanche l'ammiraglio della Squadra francese ch'era colà spettatore forzato. Il mattino del 9 gennaioy. ser condo gli ordini dell'imperatore, le navi francesi' lasciarono le acque di Gaeta a norma delle precedenti disposizioni ricevute dà Parigi. Le navi spagnuole pen­sarono bene d'imitarle.
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Ci permettiamo d'aprire una parentesi di politica navale per spiegare l'allontanamento della Squadra francese da Gaeta che con la sua presenza osta­colava le nostre operazioni. ?, detto che Napoleone ITI dette l'ordine alle sue navi d'andarsene per gli uffici che il governo di Torino e di Londra gli ave­vano reiteratamente fatto a tale riguardo. S'è detto anche che noi dobbiamo al napoleonide grande riconoscenza per l'ordine dato, inquantochè la presenza colà delle sue navi prolungava la resistenza borbonica a tutto nostro danno, e che, per conseguenza, l'averci tolto tale impaccio, fu da parte sua una dimostra­zione di simpatia e d'amicizia.
Ma Napoleone III si comportò in tal guisa più per interessi propri che per benevolenza verso l'alleata Italia. Bisogna tener presente che in quel tempo la Francia aveva sbarcate, frappe in Sitóai,, a cui fin d'allora mirava, e che dopo