Rassegna storica del Risorgimento
TUNISI ; CAIROLI BENEDETTO
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Recensioni
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GIOVANNI QAMBARIN, Pietro Giordani, il Canova e II Manzoni di Forlì (con lettere inedite). Torino, Casa ed. ,. Chiantore, 1926, pp, 46 (Estr. dal * Giornale Storico della Letteratura italiana , voi. LXXXVIJ, fase. 261).
Pietro Giordani ebbe lunga consuetudine di amicizia con la famiglia Manzoni di Forlì, e più specialmente, per oltre un trentennio, con la signora Gel-trude, o Tudina, com'egli amava chiamarla, che era nsc.Ua dalla famiglia Versali di Meldola, fJfonseinpEe eortiialìis! mantennero i rapporti dell'illustre scrittore piacentino col marito della Gellrude, il ricco banchiere Domenico Manzoni, sp~> pratutto a causa di quella esagerata e fanatica ammirazione che egli stesso professava per il grande, anzi perite divino , Canova.
In seguito ai suoi uffici, il celebre scultore aveva ceduto una sua magnifica statua, una Danzatrice, al banchiere forlivese per la somma guattno mila scudi, e fi Manzoni, ingrato di tanto favore, non 'Sii :em! fà-OjjSpo dato premura di rimettere sollecitamente la seconda rata della somma pattuita. 11 Giordani, bilioso di carattere e collerico, non la seppe perdonare all'amico e non si riconciliò più completamente con lui: fórse anche gliene mancò il tempo, perchè nel 181.7 il banchiere forlivese venne assassinato, senza che se ne potessero conoscere con precisione gli autori e le cause, ma molto probabilmente per odio di setta.
Non ostante (pesta colpa* tanto grave ali suoi occhi, del marito, sempre cordiali rimasero i rapporti del Giordani con la Geltrude, che era donna seria, colta e fornita delle più amabili do; Fina all'anno della sua morte (848) a lei indirizzò frequenti e numerose lèttere, :e: Se non mantenne la promessa a lei fatta di scrivere l'elogio del marito spento, come si è detto, dalla mano di un sicario, le diede suggerimenti e consigli per l'educazione della numerosa figli 110-lanza, le comunicò, in tempi agitati e difficili, le sue trepidazioni e speranze per le sorti della Patria e, insieme, gli affanni e i dolori da cui era turbata l'anima sua: più grave di tutti la morte del grende Canova.
ERSILIO MICHEL.
EUGENIO DI CARLO, Rapporti tra P. G. Romano e V. Gioberti. Palermo, Scuola tip. e Boccone del Povero , 1926, pp. 22 (Estr, dall'Ardi. Storico Siciliano per la Storia Patria , Nuova Serie, a. XLVII-XLVIII, 1925-26.
Questo studio porta un nuovo contributo alla storia della polemica di Vincenzo Gioberti cernirò; i Gesuiti. Com'è noto, nei Prolegomeni , trattando degli studi filosofici, l'autore aveva* biasimato !'-angustia e rancidezza delle dottrine professate dai padri, facendo solo eccezione per .gli iscritti filosofici del padre Luigi Taparelli d1 Azeglio e del padEB Giuseppe Romano di Termini Imerese. -Ma.