Rassegna storica del Risorgimento
TUNISI ; CAIROLI BENEDETTO
anno
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1926
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pagina
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908
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9o8
Recensioni
i due confratelli, se pur lusingali dall'elogio, non vollero separare la propria causa da quella dell'intero Ordine, in un momento di pericolo generale, e aiti affrettarono a prender la penna per respingere pubblicamente quelle lodi che li sequestravano dall'universale vitupero, espresso nei riguardi dei loro confratelli.
Già in altro luogo il Di Carlo aveva ricordato la lettera scritta dal Tapa-relli al Gioberti qualche mese dopo arrivati i Prolegomeni in Italia; in questo suo nuovo scritto egli ristampa la lunga lettera del Romano, che era quasi dimenticata. La pubblicazione risulta molto utile e opportuna, perchè lo scritto romaniano, mentre vuole essere* una prolesta, come quella del Taparelli, contro iGioberti, per la lode rivoltigli, contiene d'altra parte una critica di un passo dell'opera dell'abate piemontese, diretto a mettere in cattiva luce il procedere della compagnia di Gestì verso gli scrittori appartenenti alla medesima.
Il Di Carlo non si limita alla ristampa della lettera, ma illustra anche Ì rapporti che passarono tra il Romano e il Gioberti, prima e dopo la pubblicazione dei Prolegomeni, e dimostra come, nonostante féaspra polemica contro l'Ordine al quale apparteneva, il gesuita siciliano sia rimasto, in filosofia, seguace e ammiratore delle dottrine giobertiane.
ERSILIO MICHEL
Sac. GIUSEPPE GRASSI, // tramonto del secolo XVIII in Martina Franca. Taranto, Tip. ARcivescovile, 1926, pp. 142 - L. 15.
Memorabili furono gli avvenimenti che si svolsero ih Puglia negli ultimi anni del secolo XVTI1, e particolarmente nell'anno 1799 che vide il trionfo della reazione sanfedista. Numerose monografie sono state scritte in tempi diversi per narrare gli episodi di varie città e di singoli luoghi della regione; questo volume, ampio e assai bene condotto, riferisce copiosi ragguagli sugli avvenimenti di Martina Franca, di é'ui sino ad ora si avevano solo, in varie opere, cenni sommari e fugaci. Nei vari capitoli, sulla scorta di documenti del tempo e di manoscritti inediti, sono prima esaminate le condizioni politiche, sociali e intellettuali della città, detta l'Atene di Puglia, poi sono riferite, in ordine cronologico, come si svolsero, le prime sollevazioni, la formazione di un governo repubblicano, la controrivoluzione borbonica e sanfedista,, che mandò terribili lampi di barbarie e di ferocia, sotto l'impulso dei due cosidetti uffiziali anglocorsi Gio. Francesco fioccheciampe e Gio. Battista De Cesare.
Non per due ore, com'era stato ordinato, ma per due giorni continui, orde sanguinarie e fameliche misero a sacco la città, commettendo orribili scempi, e nulla risparmiarono, nemmeno i luoghi e le cose sacre. Nei giorni successivi, sopraggiunte le forze militari inviate dal generale Championuet, si piantava, nella piazza maggiore, un secondo albero della libertà e si ristabiliva il Governo repubblicano. Ma> per alltócom'è noto, ;a causa delle vittorie austro-