Rassegna storica del Risorgimento
1817-1818 ; PROCESSI ; MARONCELLI PIERO
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1915
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208
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208 Oliperotto FttibveUi
non intendo te Valigiai per mio debito, ma veramente lo perche nel farlo sono tatto consolato. Saluta la tua mamma e tno fratello, se eredi possano gradire questi salati, e stiate a mente eli' io pur sempre ti voglio bene.1
In questo biglietto c'è ognun- la vede tanto sconforto che stringe il cnore. Quel che sarà di me, non lo so così in. una lettera di quello stesso giorno a un sig. Perfetti ; uè credo che lo sappiano i miei giudici. Ò di bnono che non mi àn posto in carcere ma sono custodito in casa particolare, e molto decente
Notevolissima è una lettera al fratello (ch'era in Bologna, dove studiava medicina), in data del 22 novembre. Essa ci offre parecchi particolari oltreché interessanti, curiosi :
Mio Oheccoj la lettera 22 ottobre l'ebbi ieri ; ed è la prima, la sola che mi viene da te; mai ninna altra io ò ricevuta ; ma bene te ne ho :serìfté più volte j le quali lettere, non essendo tu a Forlì, non avrai ricevuto. Il tuo esortamento a la fortezza d'animo è buonissimo j ma, certo, non son io di quei vi che molto n'abbian bisogno : e più mi dolgo della vostra dimenticanza, del non rispondere, del non tare o mal fare. Son pochi dì che ci ixi il conte Ludovico Ercolani, per mezzo del quale offersi il mio canto al Saint' Uffizio ; egli mi rispose che su quello gli Inquisitori nulla aveano trovato che dire: il ohe non m'era nuovo. Però pensai alleiWfe carte ohe la polizia 'ini trovfy e ne scrissi generalmente al Padre Commissario Merenda. Ben presto rividi attorno a meli religiosi di fria.' Domenico, e dissi la ragione della prigionia, e ragionai su tutte le carte, del modo, siccome sai, che mi fui governato a Porli. Perciò dimani, ofdiman l'altro, que' frati giudteberan la faccenda : ma non per questo mi sta nell'animo ohe avr guadagnato di un passo. E ragiono; -cosi,;; i frati esamineranno e. vedranno, e sarò libero j ma la polizia dirà, : obi a detto che spetta ad. essi il gindioarvfj evcomechè io potessi parlar molto e giustamente dell'ordine che ffi fii detto a Porli, cioè che la polizia di Roma mi destinava alla ììiqixisiaione, tuttavia non è da meravigliare che in Questo governo in, imi consono ty?t e *,ÉWO va 8e' conilo il volete di òM Mene la sonmta dette cose, mi vedessi contare per nullo il decreto de* frati di San Domenico, e di pendere an-
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