Rassegna storica del Risorgimento

1864 ; COMITATO NAZIONALE ROMANO
anno <1927>   pagina <165>
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// Comitato Nazionale Romano ed il Governo Italiano 165
che nìuno osa dir certa la cosà, se non sia firmata la Convenzione. Ciò si arguisce dovere avvenire nella corrente settimana. Ma si sta, ad onta delle ridenti assicurazioni, agitati come alla vigilia di un gran fatto. Già una volta si è sÉa dì presente a quél puniJiOj e continue influenze si song -atiiiraversate alla mano che doveva scrivere la gran parola; e la politica del temporeggiare ha prevalso per un aggiornamento. Ora o il Ministero compie questo fatto fra poco o si dimette; dopo aver dato conto di tutti gli sforzi fatti per riuscire all' intento.
lo non volevo dirvi dò che quando si fosse sul punto di dichia­rare al pubblico l'una o l'altra cosa e speriamo la prima perchè son persuaso che il lasciarvi incerti è forse peggio che il tenere affatto. Ma voi avete insistito, ed 'eccovi dunque qual'ella è la situazione delle cose. Scriverò subito se v'avrà novità. Il silenzio significherà che ancora tutto pende indeciso. ecc.
VI.
Lettera dello stesso.
Torino, 16 settembre '64 (i).
Carissimi Amici,
Fo seguito all' ultima mia.
Ieri sera a Parigi fu firmata la Convenzione tra il Governo Italiano e il Francese, colla quale quest' ultimo si obbliga a sgombrar definitiva­mente il territorio romano colle Sue truppe dentro il termine di due anni. II Governo Italiano si obbliga di non invadere né lasciare invadere il territorio romano : è la proposta stessa di Cavour che oggi è dive­nuta un contratto formale. La questione della Capitale resta integra: la foratola Roma dei Romani è implicitamente riconosciuta.
È questo un bel fatto : usciamo dall' indeterminato, e per chi ve­deva il sommo delle difficoltà per la soluzione della nostra questione nella evasione indefinita de' Francesi è più che sicuro della vittoria. Quanto alle promesse del Governo Italiano* :io :spero che non ve ne preoccuperete troppo : diamine, siete uomini politici e comprendete che la Francia, per rispetto ai partiti interni, non poteva abbandonare Roma puramente e semplicemente senza alcuna* apparente garanzia. E voi, m'immagino, già presentite come andran le cose quando 1'ultimo fran­cese sarà partito da Roma. Ora le vostre faccende debbono continuare colla stéssa attività colle quali son comincMe.: E 1" opera della rivolu-
(1) V. Busta n. 4. fase lì, n. a.