Rassegna storica del Risorgimento
1864 ; COMITATO NAZIONALE ROMANO
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1927
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167
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// Comitato Nazionale Romano ed il Governo Italiano 167
Allegri dunque, amici miei. Continuate l'opera vostra e ormai possiamo dirci sicuri del sollecito adempimenti àg' nostri desideri.
Vi raccomando il bollettino: ora specialmente è più che mai necessario. Occorre di sapere qual sia la situazione della corte di Roma dopo queste -neMe,< cosa (fica, e pensi. Non lo dimenticate* Quanto al nostro partito, son persuaso cjàlé sia in festa.
Amate il vostro
FLAVIO I.
D.S. Con altra mia, dopo presi bene ti concerti, vi scriverò della condotta apparente che sarà utile di tenere in Roma >er giovare alla combinazione dello sgombro.
Vili.
Lettera dello stesso.
Torino, 25 settembre 64 (1). Carissimi Amici,
La vostra del 13 mi giunse il 22. Ciò che è accaduto qui mi scuserà del non avervi risposto subito. Tutto il mondo è paese: anche qui dunque l'interesse individuale non è da stupire che prevalga all'interesse generale. I Torinesi eransi abituati all'idea che la questione romana si sarebbe risoluta alle calende greche; quindi a darsi alle speculazioni su vasta scala e a fabbricar case che rendono loro il 30 per cento. La notizia- pertanto del traslocaraento della provvisoria, alterando, se questo si avverasse, i loro interessi, era da prevedersi che non sarebbe stata accolta con favore dalla massa dei cittadini.
Ma ciò che poteva Sperarsi ragionevolmente si era questo, che gli uomini eminenti del paese, i suoi uomini politici, i quali avevano votato l'ordine del giorno 27 marzo 1861, avrebbero accettato altresì un mezzo proposto a conseguire l'effettuazione del concetto espresso in quell'ordine Roma capitale d'Italia Queste speranze sono andate deluse. Tutti, più o meno, e salvo qualche onorevole eccezione., si sono ribellati- contro quel mezzo; la Gazzetta del Popolo ha, invece di spiegare il vero ed utile significato del traslocarne!to, rinfocolato il popolo, gridando che desso non significava altro che l'abbandono di Roma; che Torino doveva rimaner capitale, sinché non si andasse direttamente a Roma. Il Municipio di Torino ha parlato al Popolo di diritti, non di doveri; è sembrato dirgli
(1) V. Busta n. 4, fase. Il, u. 14.