Rassegna storica del Risorgimento
1864 ; COMITATO NAZIONALE ROMANO
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1927
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isabella Belimi
agite anziché - - aspettate (là discussione del Parlamento, che giudicherà se giusto o ingiusto, necessario o no il fraslocamcntò.
La Guardia Nazionale è rimasta- dentro casa. I partiti nero e rosso han soffiato dentro. E il 21 una dimostrazione si è fatta al grido di Roma, o Torino. S'intende : la povera Roma era la parola generosa che cuo-priva il sigriiftficato municipale di quella dimostrazione. Il Ministero ha avuto il torto di credere troppo all'abnegazione dei Torinesi e,isf è lasciato cogliere alla sprovvista. II 22 al giorno una dimostrazione ha luogò.coja-tro la Gazzetta di Torino-, sulla piazza. S. Carlo, dov'è la Questura. 1 dimostranti sfasciano i cristalli della tipografia e alcuni vi penetrano minacciosi. Allora escono dalla Questura le guardie di P. S., e bruscamente si fanno contro i dimostranti; questi resistono e ricevono qualche percossa; una diecina sono tratti in arresto. II Municipio interviene e fa liberare gli arrestati. La sera si rinnova la dimostrazione: pattuglie-:M cavalleria percorrono la piazza S. Carlo; qualche ufficiale è ferito da sassate. Sulla piazza Castello, guardata da un plotone di carabinieri, una mano di popolo minuto armato di bastoni si fa ad aggredire il plotone per penetrare nei Ministeri. I carabinieri si oppongono, una scarica di pietre ne ferisce circa 20 : allora istintivamente i carabinieri fan fuoco, e io morti e molti feriti sono la luttuosa conseguenza di tale manovra. Il giorno appresso le Guardie di Sicurezza sono disciolte. Molta truppa viene in città dal Campo di S. Maurizio e guarda le piazze. Sono dati ordini mi-tissimi; non reagire contro ai fischi e a parole; star duri agl'insulti e quando fossero minacciati i soldati respingessero colla baionetta gli aggressori. Ma il destino voleva che altro sangue si versasse. Una turba di schiamazzatori torna dinanzi alla Questura e l'aggredisce a colpi di pietre. Di colà escono i carabinieri che vi stavano racchiusi, con un delegato alla testa, il quale fa dar fiato alla tromba per procedere alle intimazioni. Quella squilla è come il segnale di- una scarica di sassi: due colpi di fuoco partiti dalla folla feriscono un graduato e un comune dei carabinieri: veduti feriti i loro compagni, essi scaricano le loro armi. La truppa era malissimo disposta sulla piazza dal gen. Della Rocca forse appunto perchè non v'era disposizione ch'essa dovesse operare. Così la scarica dei carabinieri, oltre a vari cittadini, offende Un colonnello, Colombini, e vari soldati. E questi fan fuoco, non bene distinguendo da chi fossero stati colpiti, e feriscono e uccidono altri. Succede una calma sepolcrale. Tristissimo avvenimento che griderà sempre infamia sul capo dì coloro che si fecero missionari di rivolta e illusero il popolo all'esasperate la piazza- de' loro Interessi pregiudicati.
Queste cose che vi narro le Éoviste coi proprii miei occhi, perchè