Rassegna storica del Risorgimento

1864 ; COMITATO NAZIONALE ROMANO
anno <1927>   pagina <170>
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Isabella Belimi
colossale gridando: abbasso U pitmoniesismo, viva fa capitale a Fi­renze.
Eccoci alla vigilia di divisioni municipali. Io spero che il man-teriùnento della Convenzione sarà la nostra salute. Forse La Marmora tenterà di ottenere dall' Imperatore che restì la concessione dello sgombro senza il traslocamento della Capitale 1 se riuscisse, meno male: quantunque resterebbe sempre un pò di rumore nelle altre Provincie italiane, e un bruttissimo precedente che potrebbe indurle a farsene imitatrici, quando 1' una o l'altra di esse venisse ad essere urtata ne' suoi speciali interessi. Ma, ripeto, meno male. L'impor­tante è che la Convenzione sia mantenuta; l'Italia traversa ora una gravissima crisi: può riuscire certamente all'unità in poco tempo: può invece, che Di sperda la parola, rendersi essa lontano assai, se non impossibile per noi, quel solenne compito. Coraggio : speriamo nella stella e nel senno d'Italia.
Ora alle cose nostre. Io credo che il nuovo Ministero conserverà la stessa buona disposizione dell'altro, quantunque il Lanza sia di na­turo un pò gretta. Ma questa, credo, sarà nella necessità di modificarsi a; vostro riguardo, appunto perchè sia fuor del sospetto che la parola Roma detta assolutamente da Torino sia sincera; sia un vero programma non un pretesto. Però gioverà sempre, sinché non si possa esser certi delle sue intenzioni, e jj5 ne scriverò subito, che vi teniate riservati quanto a spese.
Del resto, ripeto, scrivo ciò, perchè la prudenza non è mai tròppa; poiché prestissimo sarà tutto chiaro e spero a seconda dei nostri e vo-tri desiderii. ege..
IX.
Lettera dello stesso, (I),
Torino, 29 settembre '64.
<t Io tomo a pregarvi: ora più che mai è necessario il bollettino settimanale almeno sulla situazione di Roma . ecc.
Dalla mia ultima avrete rilevato come siansi passate le cose qui. L'u­nanimità della Italia e della stampa estera nell'approvare la Convenzione, le apprensioni dell' Austria efe ire degli organi clericali i quali han subito ve­duto né dissimulato il sottinteso della Convenzione, la quale, se ha difetto, come parto di diplomazìa, questo si è che quel sottinteso non si nasconde abbastanza per non esser visto da qualunque sia per poco iniziato alla
(x) V. Busta n, 4, fase, II, ti, 15.