Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1927>   pagina <269>
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// Comitato centrale siciliano di Palermo (1849-1852) 269
: siamo riusciti da meno per gli ostacoli che ci hanno creato. Pure, colla generosa ed attiva cooperazione de' soci e degli amici ci augu­re ravamo far qualche cosa; ma questa cooperazione essendoci intera- mente mancata contro ogni nostra credenza ed aspettazione, non ci resterebbe che a dimetterci dalla impresa, per non sopportare più oltre una irragionevole e forse anche dannosa responsabilità.
Staremo ad aspettare un'ultima vostra lettera che ci dica che voi non mancate interamente di fede, e che perciò volete seguire ad aiutarci volenterosi nella intrapresa commerciale operazione; ed allora <c resteremo a trascinare il gravoso fardello, che ci siamo imposti.
Vi prevenghiamo, che per più umodità e sicurezza stabiliate che la corrispondenza fosse tenuta da uno fra voi e scriviate all'a- mico Caio, come da nno solo amico ad un altro, senza altre forma- lità sociali; e così sarà praticato da noi In qualche importante con- giuntura potreste servirvi della carta che dovrebbe aver Rosolo, della quale Saverio ne ha una eguale. Essa dovrebbe cominciare colla let-<< tera Re*
Vi si manda una letterac he spedirete a prima occasione in Sicilia.
Scriveteci e gradite l'abbraccio dell'amicizia.
Vostro amico
SAVERIO
(tergo) tjw -, -- -. t:.-.
Genova .
Tuttavia quello stato di cose non poteva più durare a lungo, dopo i mutamenti, che si venivano compiendo in Francia. Tutto cospirava a farlo cessare: la composizione del Comitato, il carattere e le opi­nioni dei suoi membri, le divergenze continue e l'animosità, colla quale si esplicavano, la critica incessante colla quale il Friscia in ogni sua lettera agli amici, al Comitato Nazionale e persino al Mazzini, per­seguitava i suoi colleghi. Non temere scriveva il 18 giugno, li: < ho ridotti a tale d'essere conosciuti e giudicati inappellabilmente. M'a- vete lasciato solo; ma io non mi confondo... Io cerco tutti i modi di riscaldare le nostre rispettabilissime malve. Ma che? La malva non diverrà senape come egli desidera.
Del resto, gli eventi, non meno che la condotta, del pari incon­cludente del Comitato Nazionale, avevano resi più che mai perplessi i membri di quello di Parigi non esaltati, come era il Friscia. La loro incertezza, i loro dubbii per l'avvenire eransi accresciuti ancora in se­guito ai rapidi progressi della fazione piemontese; che aveva saputo ap-