Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1927>   pagina <272>
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Eugenio Casanova
Quella ritrosia, che, poi, corrispondeva, in altro campo, alle osser­vazioni degli esuli e degli isolani sulla loro impreparazione, provocò, dunque, la fine di un istituto, che aveva dovuto svolgere la propria at­tività in mezzo a troppe difficoltà per poter giovare efficacemente alla redenzione italiana. Impedito e disgregato dai suoi stessi membri, fre­nato, e quasi sopportato e quindi non assistito dal Comitato di Londra, esso era pur valso a cimentare in qualche modo, più strettamente l'u­nione dei profughi siciliani, e ad inculcar loro, meglio di qualunque teoria l'idea unitaria; a spronare, nei suoi primordi, altre emigrazioni italiane ad imitarlo. Ma oltre a ciò non era riuscito; e s'era immobi­lizzato in una verbosità deprimente, della quale tutti soffrivano. Era sorto per volontà di un gruppo repubblicano unitario; ma, composto di elementi, in cui la medesima fede non era in tutte le sue parti altret­tanto ferma, non aveva saputo seguire l'indirizzo, al quale erasi sperato sarebbe stato ossequiente; e dei due punti del programma fissatogli aveva svolto principalmente quello unitario, evitando di impegnarsi so­verchiamente in favore di una forma di governo, più che di un'altra. Era quello il peccato originale di tutto il reclutamento mazziniano, come abbiamo più volte insistito a far rilevare. E di tal pecce non era il solo intinto. Il Comitato latino, che abbiamo visto nascere cotanto caro al Mazzini, e vantarsi di avere fra i suoi aderenti Giuseppe La Farina, segui, di pochi giorni, il suo compagno siciliano sulla via della disgre­gazione, e per le stesse ragioni, per la stessa impotenza si sciolse, prima che finisse quel fatale mese di maggio.
Cosicché può dirsi che, come, nel sorgere, aveva avuto imitatori, cosi, nella caduta, il Comitato siciliano trascinasse seco tutte le princi­pali organizzazioni mazziniane, esistenti allora nella capitale francese. Scomparve però, senza soverchio rimpianto del Mazzini: cui, da tempo premeva ricondurre la disciplina nel partito, frenare i numerosi dissen­zienti, e ricostituire ini gerarchia più rigida che, impedendo la velleità d'indipendenza, lo assistesse all'esecuzione del grande disegno insurre­zionale, al ..quale stava pensando.
A tutte le organizzazioni cadute tolse ogni ri conoscimento; e le so­stituì con un unico suo incaricato a Parigi. All'azione divergente degli esuli, sostituì quella ùnica centrale del Comitato di Londra, che da lui emanava
Nel rispetto dei profughi, questa riforma promosse una maggiore selezione. Per molti infatti, "enne a mancare il comodo scherma, dietro il quale potevano perseverare nelle loro tergiversazioni, nella loro am­biguità. Ognuno dovette d'ora innanzi, assumere pubblicamente la re-