Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1927>   pagina <277>
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// Comitato centrale siciliano di Palermo (1S4.9-1852) 277
Come avete fatto ad avvertire i nostri di Sicilia dello sciogli- mento? Che ne ha detto Vincenzo e gli altri? quale è la tua opi- nìone?
Ti avverto che mi si è assicurato che tutti della famiglia colà sono arrestati o fugitivi; e che una mia lettera, che è stata mandata per la via di Marsiglia, ha dovuto essere stracciata, non essendosi potuto trovare j*J:-;) che per lo meno, è fugitivo. Tu quindi manderai la lettera che io ti accludo per 1/5, ma che potrà benissimo essere letta e riscontrata da qualunque altro resti per lui; mentre voi scri- vete e ricevete lettere, debba restare chi si occupa degli affari. Pro- cura tu di darmi tutte le notizie che potrai avere sul proposito. Dimmi, se ne sai, della famiglia di Messina e Catania. Capisci che ora mi è grandemente importante, nella condizione in che mi son messo con Peppino.
L'altro Caio che si era formato, di cui era parte lo storico, è morto come il Caio nostro, per ragioni identiche. Capisci come que- sto è ancor meglio, Non resta che un solo incaricato, pel generale, che è amicissimo mio ed ottima persona.
L'amico, che dovrà visitar la famiglia, lo aspetto prima qui. Me lo ha assicurato Peppino. Se passerà pel Piemonte, te lo indirizzerò. Se no, te ne scriverò. Intanto, dovresti darti tutto l'impegno di avere de' riguardi, delle attenzioni e delle sollecitudini per la famiglia; che le si faccia conoscere come la perdita che si è fatta, è stata insignifi- cante. Per gli altri, poi, dobbiamo mostrare che si fa, sol che si voglia.
Mi avverti al riguardo di Gaetano. Io te ne son grato, come son grato a tutti gli avvertimenti degli amici. E pure ti dico che io non mi sono compromesso in nulla con lui. Le lettere che mi avviene talvolta di scrivergli sono assolutamente indifferenti.
Dimmi di Giovannino, di cui non ho ricevuto lettere.
L'arrestato è stato Cricchio: una delle solite prepotenze. Stamat- tuia si sentirà forse qualche cosa sul motivo e si avrà forse permesso di vederlo, perchè da otto giorni sta in secreta.
Carnazza mi dice che, se tu non vuoi accusargli direttamente la ricezione delle sue lettere, ne dica qualche parola, scrivendo a me. Io te ne scrissi. Tu non. mi rispondesti. Ti ho scusato presso lui, che si è doluto, colle tue seccature che ti avranno reso distratto. Ti saluta.
Abbiti i saluti di Giacinto, che io vedo tutti i giorni, e voglio bene. Gli altri, di cui tu ti ricordi, li vedo quasi mai. Vasta è alla campagna.