Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1927
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pagina
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280
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2 SO
Eugenio Casanova
22 giugno 1852* C. R.
... Non ho ricevuto direttamente altre lettere da Peppino. Ho letto però la sua corrispondenza col mio amico, suo incaricato. Ei dice che mi risponderà fra qualche giorno, essendo stato assai occupato in quest'ultimo tempo. Gli affari camminano bene. Le notizie di Lom- bardia sono buonissime; ho parlato con un giovane che, venendo di là, è partito oggi per Londra. I grandi sforzi si fanno pel momento su varii punti della Germania e con molto profitto. Hossut sarà tra poco a Londra: bisogna muovere e spingere, che dentro l'anno la ri- voluzione dovrà essere, e sarà. Se la guerra avrà luogo sarà quella un'occasione d'insorgere con più probabilità; se no si insorgerà ugual- mente: bisogna combattere e ad oltranza questo partito di ambiziosi e codardi e sempre infami, che vogliono incatenarci irrevocabilmente j<< ai destini di una sola nazione, quasi che tutte le altre non avessero e diritti e meriti e cuore e braccia. Io son sicuro che la Francia si rialzerà, se un movimento di qualche importanza si solleverà in Italia << ed in qualche parte dell'Alemagna; se no. Se no dovrà essa subire ancora delle altre umiliazioni e sarà necessario che l'Europa sia tutta effettivamente Cosacca e per molto tempo ancora. Que* che vogliono distornare dalle mire e dalle tendenze generose e patriottiche del Co- mitato Nazionale, ora magnificano le meschine opposizioni che si fanno a Bonaparte o nel Corpo Legislativo, o nella magistratura o in altre classi di cittadini e gridano anche dippiù dopo lo scoprimento di qualche complotto nella truppa, pel quale si sono fatti circa 36 ar- restì di bassi uffiziali nella scorsa settimana. Io dico a loro: tanto meglio, profittiamo dell'occasione e creiamo a questo popolo, a questi partiti' delle opportunità perchè si sollevino con maggiore ardimento e più efficace potenza. Ma i codardi e gli ambiziosi non vogliono rischiare e non vogliono veder fuori un movimento che non potrà fa- vorire le loro vilissime pretenzkmi. Credi a me. Non sono illuso, non << mi abbaglio, non sono entusiasta, non poeta, come mi si dice, facen- dorai grazia, da qualcuno degli onorevolissimi nostri. Ti accenno strettamente quello òhe è effettivamente.
De' Napoletani alcuni intrigano e piaggiano gli uomini dell'Eliseo e fanno progetti per Murat. Ne hanno steso uno pel quale hanno rac- colto delle firme e vogliono farlo presentóre e raccomandare dal rin- negato italiano Armandi. Gli sciocchi che non sono pochi o gli illusi ne vanno in estasi, tratti in rete dai volponi che gridano: scon-