Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1927
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282
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Eugenio Casanova
*. giusto nella tua lettera del io, sperando che tu, senza passione, mi dica se, poi, davvero io mi sia andato interamente fallito in quella appreziazione.
Strano. Non domandai che di cose, che riguardano la Sici-c Ha; niente affatto di alcun'altra parte d'Italia. Non domandai che di una opinione politica sull'attualità, che in te credeva già ferma e conforme alla mia e quella di alcun altro de' nostri di codesta, che 4 tu né potresti né dovresti ignorare; e su che avresti potuto e dovuto rispondermi su due piedi. Avresti potuto, Carissimo, per talune mie domande aspettar delle informazioni da ripetere altrove, ma per quello che più importava non ci era né a consigliarti, né a-temporeggiare. D'altronde, avevi tu determinato un periodo che ti era necessario e <c io mi era accomodato.
Indelicato. Avevi avuto una conferenza, una discussione, che mi avevi annunziato; e quando si trattava di annunziarmene il re-
< sultato e l'andamento, te ne sei passato senza farmene motto, né dirmi perchè e di che cosa avevi domandato in Malta ed in Sicilia. E qui è mestieri che ti ricordi che a cento e cento cose, che ti ho scritto e che ti ho domandato in tante mie lettere precedenti tu non ti sei curato né di rispondermi una parola, né di farvi la menoma
< osservazione.
Ingiusto. Non ho avuto riserbatezza nessuna, né segreto di sorta con te. T'ho messo al caso, nonché delle opere, dei pensieri; e ti avrei fatto Sapere anche i sogni. Ho detto dunque che ci trovo dell'ingiustizia a che si tratti con me con riserbatezza e diplomatica- mente, perchè non mi fo, né mi faro il torto di non credermi degno
< di ugual confidenza.
Eccoti una dichiarazione degna di me, di te e della nostra ami- cizia, comunque tu parli dell' offesa di cui dovresti richiamarti, e di 4 alterazione di cui io non mi credo capace.
Rosolino fratello ! T'ho detto e lo ripeto : è mestieri che ci co-4 noscessimo e ci contassimo per le opinioni e per le volontà. Sta in ciò il segreto della nostra salute. I tentennamenti, i riguardi sia a << cose, sia a persone ci hanno perduto e potrebbero rovinarci di peg- gio. Io rispetto ed amo anche; ma, in grazia e per debito dì cosa che debbo rispettare ed amare sopratutto, son deciso a romperla ai- fatto con le inconseguenti blandizie e co* meschini riguardi. Io con- tavo che tu, anche meno decìso che me, mi avresti scritto franca* mente e senza riserbo, e la tua opinione sarebbe stata accettata, ri-