Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
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1927
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Eugenio Casanova
< cilia. Saprete ancora che il Comitato, come è uso di fare, accette semplicemente i loro lavori e che essi! si misero tosto all' opera, a- prendo delle corrispondenze ne' vari Centri dell' Emigrazione.
<f. Or è bene che voi sappiate 'àM' 'sten in Malta i corrispondenti di costoro e che lavori abbiano compiuti, per guisa che poteste giu- dicare se questi uomini siano capaci; O'J .no di giovare alla causa della libertà.
I corrispondenti di Carnazza"e Friseia in questa emigrazione sono * Calvi, Pellegrino e Caltabiano. Anzi, pare che ìl Calvi sia direttore supremo del lavoro. Ed infatti il Carnazza non si impegnò con Maz- zini se non quando ebbe il formale assentimento del Calvi, assenti- mento chiestogli verso maggio per mezzo d' una lettera, in cui il
< Carnazza si dichiarava, certo con poca modestia, Y unico uomo ea- pace di diriggere e disciplinare l'emigrazione di Parigi.
Il Friseia ha parti colare corrispondenza con Giovanni Interdonato: il quale vuol formate un pajfeÌto; ia. ;e'' mostrasi voglioso di porre in esecuzione un suo progetto di sbarco in tìaiia.Ma bastano in-f torno a costui queste sole brevi parole.
I lavori di Calvi e compagni, dopo la combinazione Friscia- Carnazza, sono stati, per quel che io ne sappia, l'invio d'un emissari rio in Sicilia e tre manifesti scritti da Pellegrino.
L'emissario da loro preseel'fco fu un certo Francesco Ungaro, giovane messinese, cantante di: professione, venuto in Malta in cerca di ventura. Lettere del Comitato di Messina gli facevano trista rac- comandazione e molti parlavano di lui come di giovane senza cer- vello, senza principii, senza onore. Respinto dalla più parte degli e- migrati, fu accolto dal Calvi e spedito emissario in Sicilia. Corre voce che, appena ivi giunto, la Polizia seppe quel tanto che voleva sapere. Io non posso dirvi sino a qual punto sia vera la cosa. Ma certo si è cM colui sia per imbecillità sia per tristizia è capace delle più ree e perverse azioni.
Comunque sia andata la cosa, a me pare evidente che l'invio d'un emissario di quella natura equivale ad un servizio reso al go- verno di Napoli? imperocché in quella guisa si offre alla Polizia l'opportunità di conoscere segreti importanti e d'infierire sempre più contro i nostri; sventurati fratelli dell' interno.
Io sostengo, adunque, che la prima operazione di Calvi e com- pagni è un primo servigio reso involontariamente al tiranno di Napoli.
Il secondo lavoro è un manifesto di Pellegrino a' Siciliani; nel quale vengono esposti e raccomandati in stile ditirambico i principii