Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1927>   pagina <297>
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// Comitato centrale siciliano iH Palermo (184.0-1852) 297
dirti sul proposito, non accettando voi altri nemmeno la discussione
* sul proposito, che io ho provocato da tanto tempo e in tanti modi, Sia dal canto imio però la illusione, o il falso calcolo dal vostro, non mi negherete che l nostri sforzi possono affrettare il nostro bene e che il travagliarvi, secondo le proprie forze, è nostro dovere. Basta!
Quanto a Marano non mi affido come te, senza dubitare dei suoi
* principii, ma temendo della ristrettezza della sua mente e del suo cuore timorosissimo D'altronde il suo passato non mi è garanzia
< per l'avvenire. La di lui intimità con Raeli mi insospettisce e lettere di Malta da tuffai tre persone che del partito Calvi, in cui non ho * rapporti, mi confermano nei miei sospetti, ripeto, non pe' principii, ma per la sua indecisione e timidità.
;i Quanto a Calvi so che a tenermene, contando sul passato e sulla
4 sua consorteria passata fe presente, non potei io abagliarmi per lui,
senza accettare, in tutta la estensione le accuse che gli si Iknno da
uomini interessati a denigrarlo. Per altro ei si è costituito in condi-
zioni tali che non gli offrono nessuna probabilità per l'avvenire. Per
la storia di cui ho letto il primo volume, non mi aceouiodo agli at-
tacchi che gli si fanno. Ci è della parzialità; e forse non onestissima
ragione veduta nelle lodi; virulenza nei biasimi; dimenticanza, può
< dirsi, meditata di uomini che meritavano essere raccomandati, ma verità moltissime e che valeva la pena di essere conosciute ed apprez­zi zate. Dopo la Storia di La Farina non mi addoloro moltissimo della Storia di Calvi che se svela le vergogne di moltissimi, gli errori di altri, salva l'onore della rivoluzione. Ecco, francamente, lamiaopi-
**- anione. Combatterei i suoi errori; non condanno in blocco il di lui lavoro, come si fa, pensatamente, da taluni, inavvedutamente da altri So quel che dico.
Pepe è andato a trovar Pippo da quindici giorni. Avrebbe do- vuto essere già rivenuto. Secondo mi disse partendo e secondo mi scrisse da colà. Non so perchè non io vedo arrivare. Non portò con sé che due camicie, nemmeno un sacco, lasciò a me tutta la sua roba.
Sabato che avrò comodo scriverò a Pippo sulla lettera che mi hai copiato: ne ho qui discusso ieri col suo incaricato e cogli altri amici di qui.
Gli affari commerciali qui! Vanno: qualche mediocre transazione potrebbe esser forse conchiusa né primi giorni del prossimo mese. Ti sìa d'avviso per quel che vale. Spero che Giovannino che abbraccio avrà ricevuto la mia lettera speditagli con un mio amico che dovette