Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1927>   pagina <307>
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// Comitato centrale siciliano di Palermo (184.9-152) 307
lo ringrazia delle sue espressioni benevoli : 1/ istesso senso di condo- glianza che voi mi esprimete, l'istesso desiderio di riuscirmi utile ad evitare il doloroso caso, mi venne e dal generale Pepe e da quanti onesti conosco, senza distinzione di opinione; siccome le più leali ed energiche cure mi vennero dai comuni amici residenti in Torino e d'ogni lato; ma, tutto inutilmente!
Di due circostanze, però, mi compiaccio idi cui il sig. S. Martino nella sua caparbia arbitrarietà non può tornai la sicurezza, cioè che egli e chi con lui sostiene la misura, che mi colpisce, conoscono al par di me e degli .aratici nostri, la ingiustizia per insussistenza del titolo, che volle farsi ad essa servire; e che la fratellanza dell' onore e del sentimento del retto mi siasi dimostrata evidente più che non sia forse lo spirito di partito negli uomini onesti, talché io m'abbia avuto per fervidi difFensorì gli uomini più cospicui di opinioni che in pieno essi stessi sanno non parteggiare io, però fidenti della lealtà del mio asserire . Poco dipoi, lo segue a Malta Francesco Crispi, con altri molti; ed un pesante malessere s'impossessa di tutta quanta l'emigrazione.
Viene a scuotere il Pilo dei suoi tristi pensieri il Kossuth stesso; il quale si proponeva di entrare in relazione cogli isolani per aiutarli all'evenienza e, dietro indicazione del colonnello Tiirr, chiede a Rosa-lino di voler aiutarlo a conseguire tale scopo.
Il Pilo, dopo aver interrogato in proposito Vincenzo Errante, ri­sponde favorevolmente al Turr e al Kossuth; e con ciò inizia con que-st'ultimo una corrisdondenza atta a prepararne l'aiuto alla Sicilia, qua­lora gli eventi precipitassero. Molti mesi più tardi il Crispi stesso con­veniva che solo in Kossuth potevasi. sperare, mentre il Mazzini non dava che chiacchiere; ma obiettava a Rosalino che non pertanto avrebbe dovuto chiedere a Tommaso Massaracchio informazioni sui partiti esi­stenti in Sicilia e a Malta, sotto scusa di sapere quel che di luì avesse scritto nelle sue memorie il Calvi, perchè il Masaracchio non era se non lo scriba di D. Pasquale, che aveva dettato la risposta alle sue richieste.
Londres, 1 juillet 1853.
La solidari té de là cause de la liberté doit reunir en frères tous ceux qui se sentent opprimés, et les appelle de s'entre aider en frères.
C'est un de ces principes dont je suis ani mèi et sur lesquels 4: je suis prét d'agir toute ma vie.
Encore dois-je dire, qu'outre ce principe de fraternité (assez