Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1927
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pagina
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313
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// Comi iato centrale siciliano di Palermo (184.9-1852) 313
cratici mignottoni passati che tu m'intendi. L'iniziativa, mio caro Rosolino questa volta in Sicilia vera del vero popolo e sarà forte, inesorabile, potente la bandiera: Vunità italiana. Qui si lavora... una mia ti giungerà con mezzo sicuro, attendila tosto ed indub- biamente riscontrami. L'affare non permette alcuna frapposizione di tempo.
Mi spiace fortissimo che tu sei stato ingannato per opera della perenne calunnia, e forse della setta perenne ed infame, facendoti credere che nelle Memorie critiche di Calvi si parla con riputazione della tua persona e del tuo colore. Sei, mio caro amico, in una falsa idea. L'autore parla solamente e semplicemente di te come cosa ac- cidentale, allorché il dì 14 aprile del 49 fosti spedito dal Ministro per recare ai Commissari Venturelli e Marano in Castrogiovanni dei dispacci a' quali parimente recaste le onze 3000. In questi dispacci si conteneva altre sollecitazioni per la ritirata della truppa in Paler- mo ove dovevano concentrarsi tutte le nostre forze aggiungendovi a voce (dice l'Autore) l'incarico del ministro che la negoziazione proposta dell'Ammiraglio di Francia assicurava alla Sicilia le gua- rentiggie, che potevano raggionevolmente bramarsi .
Sino qui non si tratta di offendere la tua riputazione né alcuna parola si spende affatto del tuo colore né delle intenzioni del tuo messaggio, ma ben si tratta esclusivamente della perfidia del mini- stro che seppe ingannare non il maggiore Pilo solamente ma l'intera Sicilia: si tratta che ove il maggiore Pilo credea che la concentra- zione delle forze alla capitale doveano compiere le giornate di Na- varino, come lusingavasi qualcuno di buona fede, il ministero in vece dissipava le forze per istrada e scioglieva le nostre milizie, onde rendere più sicura l'occupazione della Sicilia alle armi di Re Bomba, * e Palermo privo di difesa mettersi a discrezione di Filangieri!
4. Ecco il tutto, ecco lo scopo; e giù la calunnia. Starai quindi si- coro che con ciò non si dice nulla, neppure un vocabulo equivoco del cittadino Pilo. Avanti.
Mi dici tu parimente che il suddetto storico ti abbia posto nella noia di coloro che si ebbero vistose somme al partire della Sicilia. Questo ancora è eminentemente falso. L'Autore per dimostrare che quel fatale governo usò ogni mezzo per compiere la reazione, accenna le disposizioni del 19 aprile e 22 aprile 1849 a firma dell'inviolabile Ruggero Settimo di triste ricordanza, disposizione che tendono di- rettamente ad allontanare i migliori cittadini del paese; come con la forza si fece e con le minaccie. Onde lo stesso Presidente Settimo